LE LINEE DEI PIANI TRA STRUTTURA E DECORAZIONE
La linea, o meglio le linee, sono elementi che, se utilizzati in modo appropriato, possono suggerire o definire piani e volumi. La ripetizione di linee parallele è uno dei modi più semplici per rappresentare la superficie di un piano: più le linee sono fitte, maggiore sarà la percezione della sua consistenza. Variando la distanza tra le linee, il loro spessore o facendole incrociare, è possibile evocare effetti di luce e ombra, mettere in evidenza le forme, dare l’impressione della tridimensionalità.
Anche nell’architettura e nelle costruzioni la linea è un elemento fondamentale. La disposizione regolare dei laterizi in una muratura, ad esempio, genera una trama lineare che definisce il piano della parete e ne caratterizza l’aspetto. Allo stesso modo, il rivestimento di una facciata con doghe di legno crea sequenze di linee orizzontali o verticali che modificano la percezione dell’edificio.
Un principio analogo si ritrova nella tessitura. L’intreccio di fili, ottenuto ripetendo in modo ordinato lo stesso gesto, genera una struttura fatta di linee che, incrociandosi, dà origine a una superficie resistente e decorativa. Lo stesso accade negli intrecci in vimini, dove la ripetizione delle linee produce sia una funzione pratica sia un preciso effetto estetico.
Tutti questi elementi nati per soddisfare esigenze strutturali e funzionali con l’andar del tempo si sono arricchiti di diverse varianti che contengono anche una funzione estetica capace di conferire carattere ed identità ad un opera.
LE LINEE DEI PIANI
I Romani svilupparono numerose tecniche murarie, come opus latericium, opus reticulatum, opus vittatum, opus spicatum. Ciascuna presenta una particolare organizzazione dei materiali e delle linee che produce un diverso effetto visivo. Pur nella loro varietà, queste tecniche esprimono un linguaggio architettonico fondato su principi comuni: ordine, razionalità, solidità, equilibrio e forza.
Molti edifici di prestigio erano rivestiti con intonaci o lastre di marmo che nascondevano la muratura sottostante. Tuttavia, quando la muratura rimaneva a vista, il suo valore estetico diventava parte integrante dell’architettura. L’esempio più significativo è l’opus mixtum, nel quale l’alternanza di diverse tecniche di posa crea contrasti, ritmi e motivi geometrici che trasformano la parete in una superficie decorativa
Con un salto di molti secoli e in un diverso contesto culturale, possiamo vedere che la linea, nella decorazione architettonica, diventa elemento centrale per lo sviluppo decorativo nell’arte islamica. Poiché la tradizione religiosa limita la rappresentazione di figure umane e animali, l’espressione artistica si concentra sulle forme geometriche. Le linee diventano così il principale mezzo compositivo: si intrecciano in motivi complessi, si ripetono con regolarità e simmetria e danno origine a decorazioni che sembrano estendersi all’infinito.
La linea hanno quindi infinite modalità di rappresentare i piani: da modalità elementari a complessi andamenti. Ognuna evoca diverse concezioni dell’ordine, della bellezza e del rapporto con l’arte.
LE LINEE DEI VOLUMI
Il tratteggio
Oltre che a rappresentare piani uniformi la linea, utilizzata in modo ripetuto ma variato, ha la capacità di rappresentare luci, ombre, volumi, profondità. La tecnica nasce nel medioevo ma si sviluppa in modo profondo nei secoli successivi e non perderà più la sua importanza fino ai giorni nostri. Stiamo parlando del tratteggio una delle più importanti tecniche del disegno.
Il tratteggio più semplice, di epoca medievale, è quello composto da linee parallele che seguono la stessa direzione che possono variare in grandezza, intensità o orientamento.
Successivamente la tecnica diventa più raffinata e complessa con l’utilizzo del tratteggio con linee incrociate che è in grado di rendere meglio il digradare delle ombre e la rotondità dei volumi.
Il tratteggio ha avuto la sua età dell’oro nel rinascimento con artisti del calibro di Andrea Mantegna, Leonardo da Vinci, Albrecht Dürer, Michelangelo.
Il tratteggio è fondamentale per la realizzazione di bozzetti e disegni a inchiostro a matita o sanguigna. La maggior diffusione avviene, a metà dal XV sec., con l’introduzione della tecnica della xilografia e delle incisioni che utilizzando diversi materiali di supporto rame, ottone, zinco o altri materiali. Diversi artisti si specializzano nelle tecnica del tratteggio realizzando opere di altissimo livello per la qualità dei dettagli e la rappresentazione dei volumi nelle immagini che vengono stampate in diverse copie raggiungendo una notorietà sorprendente per il periodo.
La tecnica del tratteggio è giunta fino ai tempi nostri senza perdere il suo fascino. Anche in epoca moderna grandi artisti e molti estimatori sono catturati dall’incantesimo del disegno in toni di grigio. Il tratteggio ha avuto una lunghissima vita e presumibilmente non morirà facilmente.
Il tratteggio moderno
Nella prima metà del ‘900 ci sono alcuni importanti artisti che continuano la tradizione del tratteggio e sono largamente apprezzati.
Giorgio De CHIRICO famoso per le sue pitture surrealiste fu un ottimo disegnatore. La tecnica del tratteggio dei suoi disegni è mirabile. Dai segni grossolani dello sfondo ai sottilissimi tratti della capigliatura, dagli incroci che delineano i piani del volto ai chiari che rendono spazi luminosi, tutto si amalgama in una precisa rappresentazione. L’effetto è quello di una rappresentazione viva e pulita che emerge dal foglio quasi fosse un bassorilievo.
Giorgio MORANDI si dedica alla pittura, disegno, incisione sempre con una attenzione precisa al segno. Le sue nature morte esaltano una espressività tutta costruita sulle forme, su equilibri di volumi e toni. Riesce a costruire una infinità gradualità di toni. I confini vibranti degli elementi li rendono grezzi e vitali.
Un modo inusuale di usare le linee come fossero un tratteggio ma in maniera complessa e movimentata lo troviamo in alcune opere di VAN GOGH. In un suo famoso autoritratto lo sfondo invece di essere steso in una patina uniforme è realizzato con una serie di linee ondulate parallele che, con il loro movimento sinuoso, definiscono un piano un po’ particolare. Lo sfondo non è un mezzo per staccare il soggetto principale ma diventa un attributo che lo descrive, aiutando a manifestarne il carattere.
Con la tecnica del tratteggio la linea non delimita più soltanto le forme, non è solo elemento di decorazione e definizione dei piani ma costruisce l’immagine stessa.
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