La parte alta delle immagini nelle arti visive come disegno, pittura, fotografia, grafica ed anche nell’architettura, ha un significato particolare. In alto di solito c’è il vuoto, il rarefatto, la luce, lo spirituale, l’ideale e quando l’uomo crea un opera d’arte non può evitare di uscire da questi canoni.

LA ZONA CENTRALE ALTA DI UNA IMMAGINE SOVRASTA LA RAPPRESENTAZIONE ED ASSUME SEMPRE UNA RILEVANZA IDEALE OLTRE CHE MATERIALE
Di seguito vedremo:
- Oltre la nostra testa
- Le declinazioni della zona centrale alta: lo zenith, il sipario e la cuspide
- Il punto che sovrasta
- Il centro e le ali
- Il culmine della piramide
Oltre la nostra testa
La forza di gravità comanda sulla terra ed anche l’uomo è soggetto a questo potere. Tutto ciò che è materiale è attratto verso il basso. Tutto ciò che è in basso è alla portata dell’uomo che lo ha manovrato, modificato a seconda delle sue esigenze.
Ciò che è sopra è ancora una zona immacolata; se si volge lo sguardo in alto si trova cielo infinito, astri, pianeti e stelle irraggiungibili. Mondi diversi dal nostro.
Per questo restiamo facilmente affascinati da un piccolo palloncino che riesce a librarsi nell’aria e salire velocemente verso l’alto senza che noi possiamo intervenire.
La conquista della zona alta ci affascina.
La luce, l’elemento che permette la vita, che ci riscalda, proviene dall’alto di conseguenza tutto ciò che viene da lì ha un carattere soprannaturale, magico, spirituale, sacro.
Tutto ciò che si eleva più alto della media delle cose che vediamo lo percepiamo automaticamente importante. Gli oggetti e le persone che, nelle immagini, vengono collocate nella parte alta assumono una valutazione diversa da quelle inferiori. Vi è una naturale gerarchia che parte da sopra e và verso il basso.
Se la figura dominante è collocata al centro della parte alta l’effetto si moltiplica ecco perché la parte centrale alta ha pochi eguali.
LE DECLINAZIONI DELLA ZONA CENTRALE ALTA
La parte centrale alta divide lo spazio destra/sinistra in due creando la più importante linea di simmetria: quella verticale.
Ciò che vediamo simmetrico su questa linea ci appare armonioso, equilibrato e razionale. Del resto anche il corpo umano è simmetrico su questa linea verticale e, visto che ci sentiamo la più perfetta creazione dell’universo, non possiamo che considerare questa simmetria speciale.
Nelle rappresentazioni figurative la simmetria della parte alta e stata declinata in vari modi: lo zenith, il sipario e la cuspide.
| LO ZENITH | IL SIPARIO | LA CUSPIDE |
|---|---|---|
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| IL PUNTO CHE SOVRASTA Un elemento centrale tra il vuoto | IL CENTRO NON E’ SOLO Due opposti simili esaltano il centro | IL VERTICE DEL TRIANGOLO Crescendo o discendendo la cuspide è primaria |
IL PUNTO CHE SOVRASTA
In alto al centro nei dipinti
Nella pittura e nella arti figurative in genere la collocazione alta centrale è stata da sempre riservata alla parte spirituale. Sia che si materializzi semplicemente con luce che cade dall’alto o con una figura o un simbolo che rappresentano il sacro la parte alta richiama in noi qualcosa di immateriale.
La vicinanza al cielo è sempre stata considerata come vicinanza al divino spirituale.
Lo spirito santo
Il Verrocchio nel 1478 dipinge questo Battesimo di Cristo in cui una linea verticale attraversa la composizione dall’alto al basso attraversando la figura di Cristo.
La luce è soffusa non proviene dall’alto rendendo la cerimonia del battesimo molto terrena. Nonostante questo l’azione si svolge sotto il potere di una forza celeste rappresentata in alto da tre simboli: le mani, la colomba ed i sottili raggi luminosi. Questi simboli sono di piccole dimensioni, quasi all’estremità del quadro, ma la posizione apicale li rende un elemento fondamentale del significato della rappresentazione.
Luci spirituali e luci naturali
Nell’ Annunciazione di Andrea del Sarto 1528 la luce centrale scende dall’alto ma non è una semplice fonte luminosa.
Le fonti di illuminazione sono due.
La luce dall’alto, che rappresenta lo Spirito santo, illumina il volto di Maria ma, stranamente, non quello dell’arcangelo Grabriele che resta con il volto in ombra.
La luce naturale infatti viene da destra verso sinistra colpisce l’arcangelo di spalle lasciando a Maria la pienezza della scena.
Si può notare qui il tema del sipario che approfondiremo più avanti.
Il punto rosso si irradia
Klee nel 1922 disegna questo “Il palloncino rosso” facendo protagonista della composizione il tondo rosso in alto in posizione centrale.
E’ la figura di maggior peso fisico nella composizione ma la sua collocazione isolata nella parte superiore la fa galleggiare nello spazio, la rende eterea. Pur essendo preponderante non impegna lo spazio in modo definitivo e crea dei riflessi rossastri sulle altre figure che ne ribadiscono la centralità.
Il sole giallo riempie
La parte centrale alta è anche la parte del mezzogiorno, il centro della giornata e della massima luminosità.
Van Gogh nel 1899 in questo Alberi di Ulivo con cielo giallo e sole occupa la parte centrale alta ma con una sensibilità straordinaria.
Il sole è solo un alone, un cerchio sottile appena più scuro immerso in un mare di giallo.
Il sole c’è ed è protagonista ma non straborda lasciando spazio alle forme ed ai colori degli altri elementi creando un contrasto ed un armonia perfetta.
Grafica: loghi e simboli ufficiali in alto al centro
La posizione isolata centrale della pagina conferisce solennità, austerità ed ufficialità che, nel contempo, crea anche una certa rigidità. La zona centrale alta sovrasta, è attratta dal lato superiore ma non si sposta né a destra né a sinistra.
Nella grafica è, da sempre, la posizione del titolo: la sintesi e l’anticipazione di quello che seguirà. Spesso è la posizione di un simbolo che sancisce la provenienza o appartenenza dello scritto: un logo od un disegno univoco che richiama l’attenzione e caratterizza anche il tono dello scritto.
La testata
Nella grafica editoriale la posizione è utilizzata dalla testata dei giornali o delle riviste. Nelle pubblicazioni e nei libri è il posto dei titoli di testi o di capitoli. Formati e dimensioni possono cambiare ma sono sempre rilevanti rispetto al resto della comunicazione.
La carta ufficiale
Nella carta intestata l’uso centrale del simbolo o logo era molto diffuso.
Tutti gli enti che vogliono trasmettere ufficialità, serietà, autorevolezza fanno uso della posizione centrale alta. In particolare enti pubblici, notai, avvocati, Grand Hotel posizionano il loro segno distintivo nella parte centrale alta.
Ultimamente questa collocazione è andata un po’ in disuso a favore di una collocazione sulla sinistra che porta con sé uno stile più leggero e colloquiale, più vicino al fruitore e/o al cliente/utente.
Il web
Nella grafica web che ha un linguaggio molto moderno il logo centrale è poco diffuso.
Quando utilizzato il simbolo viene spesso minimizzato, occupa poco spazio, in modo da non essere troppo preponderante e d’intralcio rispetto al messaggio che si vuole trasmettere. Di lato pubblicità WWF anno.
IL CENTRO E LE ALI
Sipari veri e virtuali nella pittura
La parte centrale alta domina e fagocita ma c’è un modo per smorzare la sua forza senza fare perdere il significato: il sipario.
Il sipario può essere fisico ma più spesso è solo un contorno di due elementi laterali che si specchiano tra loro. I due elementi laterali guidano l’attenzione al centro della scena; valorizzano il centro senza offuscarlo.
E’ una matematica conosciuta già nelle rappresentazioni bizantine dove gli elementi laterali pari esaltano l’elemento centrale. Il terzo elemento, l’unico, il più importante che rompe la parità della rappresentazione diventando protagonista.
Tendaggi antichi nel cielo
Il perfetto Raffaello, nella Madonna Sistina, del 1514, usa un vero sipario verde per lasciare libera solo la parte centrale.
E’ un disvelamento del sacro ma è anche un modo di rendere la figura più calda e raccolta.
La Madonna non è solo spirito nonostante la nuvola ed i putti sotto i suoi piedi. Grazie al sipario si pone in contatto con l’osservatore in una veste materna e più umana.
Tendaggi moderni
De Chirico nel 1923 ripropone un Ettore e Andromaca dentro un sipario verde che ci obbliga a non uscire dal quadro e rafforza l’idea di considerare i due personaggi in maniera unitaria e coesa.
Sipari virtuali riflessi
Giovanni Maria Galli detto Bibbiena nel 1651 dipinge questa Ascensione per la Chiesa di san Gerolamo a Bologna ove il sipario è rappresentato da due angeli che contornano la figura di Cristo che sale al cielo.
Il “sipario” rafforza la figura di Cristo e concentra tutta l’attenzione su di lui.
Sipari fotografici
Il sipario ad arco
L’effetto sipario nella fotografia è spesso ottenuto fotografando attraverso una volta o fronde che coprono le parti laterali liberando il centro e rafforzandone il significato.
IL VERTICE DEL TRIANGOLO
Edifici e piramidi
Fin dall’antichità la posizione elevata è simbolo di potere per motivi di visibilità, di controllo del territorio dei nemici o dei sudditi. Nelle parti elevate del territorio sono nate cittadelle, castelli, piccole rocche per difesa o per scoraggiare l’assalto a chi quel territorio controllava.
Tutt’oggi se si entra nei palazzi delle grandi società commerciali e finanziarie la direzione è sempre in cima all’edificio, come si usa dire “ai piani alti”, nonostante, oggi, non ci sia più bisogno di mettersi alla finestra per vedere se il nemico arriva o di gettare pietre od olio bollente su chi, per motivi diversi, sale ai piani ove risiede il potere.
Anche le religioni hanno sempre collocato in alto gli oggetti del loro culto. La vicinanza al cielo (o alla luce o al sole) è sempre stata considerata simbolo di divino e spirituale.
Gli dei greci erano sul monte Olimpo, gli dei della mitologia nordica nell’ Asgard, un indefinito mondo superiore, ma anche i cristiani hanno fatto del cielo la casa di angeli e delle anime più meritevoli.
Per arrivare in alto, verso il cieli, come l’uomo ben sa, bisogna vincere la forza di gravità. C’è necessità di fare costruzioni con la base larga ed il culmine più stretto al centro.
E’ così che questa parte centrale alta non ha mai perso sa sua importanza. L’ultima propaggine terrena dopo di cui l’uomo non ha più possibilità di elevarsi.
I simboli sulle punte degli edifici
Spesso questa cuspide sostiene il simbolo che rappresenta una comunità civile o religiosa.
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Le immagini che salendo da una base ampia arrivano a valorizzare un solo personaggio della rappresentazione nella parte centrale alta sono innumerevoli.
Triangoli nella grafica e nella pittura
Il triangoli della pittura rinascimentale
Lo schema del triangolo che porta, nel suo culmine, la figura centrale è stato molto utilizzato nel rinascimento in quanto simbolo di una perfezione delle misure.
Raffaello nel dipinto della Sacra famiglia Canigiani del 1507 crea un triangolo perfetto con al culmine una inconsueta rappresentazione di San Giuseppe che sovrasta la famiglia raccolta sotto di lui.
A rafforzare la figura al culmine due nuvole di putti laterali che ripresentano il tema del “sipario” che rafforza l’immagine centrale.
Il potere sta in cima al triangolo
Nella grafica ritroviamo il simbolo dell’Occhio della Provvidenza in cima ad una piramide triangolare nella banconota USA da un dollaro. L’occhio della Provvidenza è il simbolo di Dio che tutto vede e come tale occupa lo spazio centrale più elevato.
Il mantello fà triangolo, il triangolo fà potere
Non ha importanza che il potere abbia una connotazione positiva o negativa.
La forma a cuspide è utilizzata nel cinema e nel fantasy per rappresentare un potere elevato .
Dart Fener si presenta nel manifesto che pubblicizza la saga di star wars con una spiccata forma piramidale che termina con l’indimenticabile elmo che lo caratterizza.
Piramidi umane (ma non è un circo)
Qualsiasi immagine che deve rappresentare una gerarchia non trascura la parte centrale alta dell’immagine.
Dalla posizione alta partono gli organigrammi aziendali che, con forma piramidale, mettono in cima la persona più importante e con più potere. Gli alberi genealogici si dipartono dall’alto con in cima il procreatore di tutta la stirpe.
La parte alta spesso è ciò che sostiene o genera tutto ciò che sta sotto.
Per concludere la parte centrale alta delle raffigurazioni non è certo secondaria ed il suo uso, con tatto, porta ad effetti straordinari.
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