1.Appendiabiti

Un grosso pomolo in vecchio legno opaco, di un marrone ormai quasi grigio, esposto su un pannello, nell’angolo più basso a sinistra, un po’ in disparte, per non disturbare la vista degli altri, forse una cinquantina, più piccoli. Non poteva non notarsi, perché grande come era, rispetto a quella miriade di pomolini e manigliette, sfoggiava un antica importanza.

L’ho trovato a guardando attraverso la vetrina uno storico negozio di ferramenta. Uno dei pochi ancora rimasti, con il suoi mobili in legno scuro, un bancone imponente, scaffalature fino al soffitto piene di cassetti e cassettini, apparentemente anonimi, il cui contenuto poteva essere noto solo al proprietario.
Tutto era lindo, lustro e pulito ma con quell’illuminazione insufficiente, tipica dei negozi di un tempo.

Disegno a calice, con un largo piede, un vitino di vespa che non ti saresti aspettato, un davanti prestante ma elegante, tornito di fronte in profonditá con un doppio cerchio in modo da lasciare al centro un vezzoso rilievo. Mi era subito piaciuto fui quasi trasportato all’interno dalla curiosità di cosa ci potesse fare un simile aggeggio in un negozio di città. Mi sembrava più adatto a quei portoni carrai che si trovano nelle case di campagna o in montagna per accedere alle aie o alle stalle che ad una porta di città.

Il padrone era dietro il banco, un uomo di mezza età dall’aspetto bonario e rotondo, che sfoggiò subito un cordiale sorriso; una figlia, probabilmente, su una sedia poco distante, trafficava per tenere buona una neonata che non voleva saperne. Gli chiesi subito di poter vedere quello strano articolo in legno e lui immediatamente mi disse che, purtroppo, il legno non era perfetto: aveva fatto quei pomoli col tornio molti anni prima e poi li aveva lasciati, grezzi, in una scatola di cartone sotto il bancone, col tempo, i tarli si erano impossessati di quel nido di pomoli e ne avevano fatto man bassa. Accortosene li aveva trattati ma il danno era ormai fatto e gliene erano rimasti una decina, nel cartone, in uno stato più o meno disastrato. Gli chiesi comunque di poterli vedere e mi accompagnò in retro bottega ove aveva un magazzino ed alcuni tavoli da lavoro. Posto su un tavolo il cartone, cominciò a tirarli fuori prendendoli, con le sue grosse mani, e poggiandoli sul tavolo per esporli. I pomoli erano compatti e lisci e, tranne che per il fori lasciati dai tarli, sembravano in buono stato. Mentre li giravo per guardarli da tutti i lati e scegliere i migliori, dai, fori uscivano cascatelle di polvere di legno, risultato del lavoro dei tarli, che lentamente si posavano sul piano del tavolo. Alla fine ne presi due per una manciata d’euro con la promessa che, se fossero stati fatti per il mio caso sarei passato a prendere gli altri. Uscendo ero molto soddisfatto ma, in realtà, come a volte mi capita, quando faccio acquisti più per istinto che per calcolo, non sapevo esattamente cosa farmene. A casa li lasciai decantare per un po’ nel loro sacchetto sul tavolo da lavoro ed intanto cominciavo a formare, nella mia mente, come poteva essere il futuro appendiabiti. Mi piace la semplicità e la pulizia delle linee ma non amo gli schemi troppo geometrici: linee parallele, perpendicolari, quadrati e rettangoli non sono molto comuni in natura. Ma sono la base del lavoro dell’uomo. Ecco, anche il mio appendiabiti doveva essere così: linee o piani che si intersecano nello spazio, di differente grandezza, ma toccando tutte le dimensioni, con parti oblique e tondi. Non so esattamente quando è emersa la versione definitiva. Non è una visione che si realizza a tavolino ma provando e toccando i materiali, assemblandoli, variandoli, spostandoli, togliendo ed aggiungendo. Alla fine i due pomoli hanno trovato posto ai due estremi dell’appendiabiti ma nell’asimmetria di piani diversi. Non penso che aspirassero di reggere giacche e cappotti ma la vita è così, pensi di essere nato per fare una cosa ma poi ne fai, magari anche bene, un altra.

Published by bimbochecorre

La vita và vissuta con impegno e leggerezza.

Leave a Reply

Discover more from Linee Forme Colori Figure Immagini

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading