Spot pubblicitario
Lo spot Questa è TIM di gennaio 2021 (qui potete trovare la versione breve di 60 secondi https://www.youtube.com/watch?v=75omIVnzyH0) ci racconta cento anni di storia delle telecomunicazioni dagli anni 20 del secolo scorso, ai giorni nostri.
Lo spot è molto veloce e fortemente emozionale. Uno stile molto contemporaneo ed attuale, utile alla comunicazione odierna: breve, concisa, sempre più visuale, adatta alla diffusione su cellulari e tablet.
Il linguaggio dei colori utilizzato nello spot è vivace, diretto e coinvolgente ma non è però una invenzione di oggi. I colori primari blu, rosso e giallo sono il cardine della comunicazione. Attraversano tutta la narrazione e culminano nella chiusura finale .
All’inizio dello spot, per ritornare all’ambiente di inizio ‘900 e ad un deciso gusto di passato, predominano i toni scuri, i colori beige, grigio ed i virati seppia. Dalla metà circa dello spot la predominanza dei colori cambia sensibilmente.
Colori primari
La svolta è anticipata nei fotogrammi che richiamano gli anni 50 di “Cantando sotto la pioggia”, in cui un ballerino in tuta blu incontra una donna con un vestito da sera rosso portando un filo giallo.
I colori fondamentali sono poi richiamati in una serie di immagini in rapida sequenza.
Un blu un po’ dark accompagna il ballo sensuale delle ballerina che richiama il musical Flashdance; il rosso, colore dell’energia e della forza, attraversa, con bagliori elettrici, il balletto degli uomini con i robot; il giallo, colore della gioia esplosiva e dell’ottimismo, culla gli abbracci di coppie di ogni età; il blu, con venature azzurre, ci riporta al simbolo dell’amore materno con l’immagine di una mamma atteggiata come una madonna con bambino rinascimentale.
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Un breve intermezzo in tono grigio introduce la chiusura di quasi 20 secondi (un terzo dello spot) in cui esplode la ricchezza dei colori primari, complice il movimento di un vorticoso balletto, che lascia gli altri toni di colore dello sfondo decisamente in secondo piano.
Il balletto finale è composto da tre fasce di colore: Il blu dei pantaloni, il rosso delle giacche ed il giallo dei caschetti formano un mix che non può non richiamare l’uso degli stessi che il movimento De Stijl inaugurò proprio un secolo fa.

De Stijl
Nel 1917 Theo van Doesburg e Piet Mondrian fondarono il movimento che introdusse una rivoluzione non solo nella pittura ma anche l’architettura, nella scultura e nel design ed influenzò decisamente lo sviluppo di queste arti nei decenni successivi.
Lo scopo del movimento De Stijl era di creare un nuovo linguaggio universale tramite l’utilizzo esclusivo di elementi semplici ed immediatamente comprensibili: linee rette ed ortogonali, figure geometriche basiche ed uso di colori essenziali quali i primari, il nero ed il bianco.
L’arte, così rinnovata, avrebbe potuto portare l’umanità all’armonia ed all’ordine universale.
Una visione utopica ma significativa visto che si era appena usciti dagli orrori della prima guerra mondiale.
Design
Nel 1923, l’anno della costituzione in Italia delle prime società telefoniche, Gerrit Rietveld realizzo la sedia Red and Blu, un icona del design che esaltava il pensiero del movimento De Stijl nel design degli oggetti: n.15 listelli di legno, senza incastri, facilmente assemblabili, due piani di forma rettangolare e l’utilizzo dei colori primari più il nero.
Un linguaggio senza tempo
E’ una coincidenza che gli attenti ed impeccabili ideatori dello spot TIM (1) abbiano riproposto questi colori per celebrare un secolo di storia delle telecomunicazioni ?
Potrebbe essere ma, sicuramente, a cento anni di distanza, il messaggio dei colori primari è ancora vivo e non ha perso la sua forza e la capacità di colpire e di trasferire forti emozioni.
I mezzi espressivi sono radicalmente cambiati ma il linguaggio dei colori è rimasto inalterato.
(1) Spot diretto da Luca Josi, Direttore Brand Strategy, Media & Multimedia Entertainment di TIM, insieme a Luca Tommassini, che ne ha curato anche la coreografia.








