L’angolo basso destro della figura


La parte bassa a destra è un particolare punto di interesse dell’immagine. Lì termina la lettura. E’ il posto della firma che attribuisce paternità e valore. E’ un angolo da cui non si esce ma piuttosto si rientra tornando al centro.

L’angolo basso destro fa parte della zona inferiore che è dedicata alle cose terrene e popolata di elementi naturali, oggetti e animali. In questo angolo si trovano rappresentate cose secondarie ma spesso preziose che devono essere notate e sulle quali ci si sofferma prima di andare via.

Le figure umane in quest’angolo. il più delle volte. sono rivolte con lo sguardo a sinistra perché dalla parte a destra è la fine dell’immagine e difficilmente si scappa; più facilmente ci si ferma.

E’ il punto finale della diagonale discendente che inizia nell’angolo alto a sinistra: ciò che vi si colloca è messo all’angolo senza via di scampo.

In questo punto si firma e la firma, a volte, vale più del contenuto.

Di seguito vedremo:

  • Dove finisce la diagonale
  • Oggetti ed animali all’angolo
  • Alla fine ci si ferma (firma).

Dove finisce la diagonale

La diagonale discendente segue il verso della lettura e termina nell’angolo basso destro: da lì non si esce se non cambindo pagina.

l'arcangelo Michele pesa due anime. Il demionio nell'angolo basso destro è colpito dalla lancia in diagonale discendente.
Fig. 1 Arcangelo Michele, 1354, Eremitani PD

Convergenze nell’angolo basso

L’angelo pesa due anime per definirne il destino. Una è ormai nelle mani del diavolo ma la lotta tra il bene ed il male non termina mai e, con un ultimo tentativo di guadagnare la salvezza, l’angelo colpisce il diavolo relegato nell’angolo.

Il corpo dell’angelo e la lancia in diagonale discendente concentrano l’attenzione al punto finale in basso a destra.

Il dipinto proviene dalla cappella del Palazzo dei Carrara ed è opera di Guariento di Arpo probabilmente realizzato intorno al 1354 ora conservato nei musei civici degli Erimitani a Padova.


L’evidenza dell’angolo basso

Un quadro d’azione con due cavalli che escono dal mare guidati da un cavaliere. La scena è concitata al centro con una doppia diagonale che si incrocia: le diagonali dei corpi dei cavalli si incontrano ad angolo retto con il corpo del cavaliere vestito di rosso ed il collo del cavallo scuro che lo segue parallelamente.

In questa concitazione il punto scuro della barca nell’angolo sembra un elemento che si è intromesso per caso. La sue presenza invece aumenta la diagonalità dell’insieme e rende l’azione più viva.

Delacroix dipinge questo quadro nel 1860. Ora fa parte della Phillips collection a Washington

Cavalli escono dal mare, pittura, Delacroix
Fig. 2 Cavalli escono dal mare, 1860, Delacroix, Phillips collection

Oggetti ed animali all’angolo

Gli oggetti e gli animali che ritroviamo negli angoli bassi dei dipinti sono molto diversi.

Spesso sono secondari rispetto alla raffigurazione ma a volte la caratterizzano profondamente.

Ritratto dell'ammiraglio Thomas Mathews 1743 con cannone e cannocchiale sullo sfondo la flotta.
Fig. 4 Ritratto ammiraglio Mathews, 1743, Amulphy, Mueo marittimo Londra

Angoli temibili

Questo ritratto dell’ammiraglio Thomas Mathews fu realizzato, nel 1743, da un pittore francese Claude Arnulphy. Thomas Mathews, in quel periodo, è comandante della nave Namur un vascello da 90 cannoni.

Gli oggetti e gli animali che ritroviamo nella ritrattistica sono spesso secondari, non evidenti ad un primo sguardo, ma da andare a ricercare ed interpretare. In questo caso la bocca del cannone, nell’angolo basso, che puntata sull’osservatore, pur essendo in posizione defilata, è protagonista al pari del comandante della nave.


Oggetti ed eventi

Questa Lamentazione è stata dipinta, nel 1450, da un pittore olandese Petrus Christus.

La scena rappresenta una deposizione di Cristo attorniato dai santi. Martelli, chiodi e tenaglie nell’angolo in basso a destra rievocano un evento, precedente nel tempo, alla rappresentazione del quadro: la crocifissione.

Il quadro è conservato al MET di NY.

Lamentazione su Cristo morto con Maria e Santi. Sullo sfondo la croce e in basso a destra gli attrezzi della crocifissione
Fig. 3

Alla fine ci si ferma (firma)

Nell’angolo basso a destra ci si ferma. La linea orizzontale è finita ed oltre, verticalmente, non si può scendere. E’ qui che si mette la firma. La firma è di per sé un valore: pensiamo a quanti autografi vengono raccolti sui supporti più improbabili.

Due quadri di Mario Schifano anni 60 Pop Art riprendono soggetti della pubblicità
Fig. 5 Pop art., anni ’60, Mario Schifano

Il valore della firma

Questi due dipinti fanno parte dell’ epoca della Pop art italiana intorno agli anni sessanta.I soggetti delle opere sono ripresi dalla pubblicità e portati su tela. Queste opere di Mario Schifani richiamano le realizzazioni di Andy Warhol come “Campbell’s soup cans” che tanto suscitò critiche ma tanto ebbe successo.Le opere della pop art non sono realizzate con tecniche sofisticate proprio perché Sono “arte popolare” ma questo provocò, anche, un fiorire di falsi che circolarono (e forse circolano) per parecchi decenni. L’autore di queste opere, Mario Schifani, è uno degli artisti più falsificati. L’opera d’arte ha un valore perché è unica e la firma originale nell’angolo in basso a destra fa la differenza.


Pubblicità ad arte

La pubblicità strizza l’occhio all’opera d’arte.

Questa pubblicità è molto semplice: sullo sfondo di un paesaggio cittadino monocromo un arco ed una firma gialla risaltano. L’arco giallo richiama la M del marchi e la dinamicità con cui si sttraversa la città.

Il logo nell’angolo in basso a destra vuole apparire come la firma di un artista: attribuisce valore all’immagine solo per il fatto di essere in quella particolare posizione.

Pubblicità Mc donalds con un arco d'oro che congiunge luoghi di una città sulla sfondo. In basso a destra il logo.
Fig. 6 Pubblicità Mc Donald’s

Abbiamo visto

  • dall’angolo in basso a destra non scappa. La posizione in basso a destra è un punto fermo da cui non si scappa
  • E’ l’angolo preferito per collocare simboli che accompagnano la rappresentazione principale
  • La firma nell’angolo dà valore e sancisce proprietà.

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