L’angolo inferiore sinistro dell’immagine è marginale rispetto al messaggio principale che si vuole veicolare. Solitamente contiene elementi secondari, didascalici, esplicativi., integrativi. Come vedremo, però, ha dei suoi contenuti peculiari e può anche essere sfruttata costruendo messaggi inusuali che rompono gli schemi.

LA PARTE BASSA SINISTRA DELLA PAGINA O DELL’IMMAGINE E’ UN PUNTO DI POCO INTERESSE. NEGLI STUDI SULLA LETTURA DELLE IMMAGINI VIENE DENOMINATO “PUNTO MORTO”. ASSUME RILEVANZA SOLO IN CONTESTI APPOSITAMENTE IDEATI DIVENTANDO ELEMENTO DI ORIGINALITA’.
IN QUESTO CAPITOLO VEDREMO:
- UN PO’ DI TEORIA SULLA LETTURA DELLE PAGINE: SENTIERI e DIAGRAMMI
- UN PO’ DI PRATICA: IL TAGLIO BASSO
- DIDASCALIE ED ALTRI SEGNI
- DOPO L’ULTIMA PENNELLATA
- CORAGGIOSI ALLA CONQUISTA DELLO SPAZIO (in basso a sinistra)
Teorie sulla lettura delle pagine
Diversi studi sul movimento degli occhi su una pagina confermano che l’area in basso a sinistra è una delle ultime aree prese in considerazione dallo sguardo quando cerca di “cogliere” una immagine o una figura.
Gli studi, guidati dalla volontà di creare pagine web sempre più efficaci, sono volti a collocare gli elementi grafici in punti strategici per catturare l’attenzione e guidare l’utente a finalizzare l’azione voluta (cliccare sul pulsante, procedere ad effettuare l’ordine, reindirizzare l’utente, ecc).
Gli schemi di lettura base sono tre:
- Z PATTERN
- GUTENBERG DIAGRAM
- F PATTERN
ma per quanto riguarda l’area che stiamo analizzando portano tutti ad un risultato: scarsa attenzione all’angolo inferiore sinistro dell’immagine.
Z PATTERN
La teoria dello Z PATTERN prevede la costruzione delle pagine web e la collocazione degli elementi grafici più rilevanti in base agli studi sui percorsi della scansione oculare dei contenuti della pagina.
L’area inferiore sinistra è la meno rilevante (fig. 1).
DIAGRAMMA DI GUTENBERG
Secondo la teoria del diagramma di GUTENBERG, attribuita al tipografo Edmund Arond, se gli elementi grafici sono posizionati nella pagina in base al diagramma a lato si migliora il ritmo di lettura e la comprensione del testo.
La parte in basso a sinistra è sicuramente leggibile ma l’attenzione a questa zona è minore e viene attribuita minor importanza a ciò che vi è rappresentato.
F PATTERN
Gli studi sul movimento oculare sulla pagina portano a dare maggior rilievo a ciò che è presente nelle prime righe della pagina.
Man mano che si scende, l’attenzione diminuisce quindi nelle aree inferiori si dà sempre meno peso alle informazioni.
Un po’ di pratica : il taglio basso
Il “Taglio basso” è la parte che comprende tutta la parte inferiore della prima pagina di un quotidiano.
Guardare la prima pagina di un giornale spesso non è così diverso dal guardare un quadro ad una mostra. Non sembra bello da raccontare ma, spesso, in entrambi i casi, dedichiamo non più di qualche decina di secondi per capire se la cosa ci può interessare o possiamo passare ad altro.
In questa ottica capire come vengono sfruttati gli spazi di una prima pagina, i formati ed i caratteri tipografici usati e le loro diverse funzioni è un interessante esercizio per capire la rilevanza degli spazi in una qualsiasi rappresentazione figurativa.
Se nella parte alta del foglio troviamo titoli che comprendono più colonne e di formato grande che attraggono immediatamente l’attenzione nel Taglio basso le cose cambiano radicalmente.
LA PRIMA PAGINA
In questa area troviamo gli articoli di minor importanza della pagina: titoli con caratteri piccoli; larghezze degli articoli che comprendono uno o due colonne al massimo; brevi articoli come i “corsivi”.
Gli spazi, all’angolo sinistro ed a volte destro sono dedicati spesso a piccoli riquadri di pubblicità o elementi con informazioni di servizio.
Anche in questo caso possiamo rilevare che quest’angolo ha una scarsa rilevanza rispetto all’interezza della pagina.
LA PAGINA WEB TIPO
Al contrario di quello che si possa pensare il web, spesso, non è il luogo dell’originalità. Le pagine web sono ormai costruite con canoni standard e la disposizione degli elementi grafici è ricorrente. Nella parte alta sono loghi e menu, in centro campeggia una immagine evocativa ed in basso … In basso a sinistra informazioni di servizio,scritture in caratteri piccoli ed ordinari. Il “taglio basso” esiste anche qui nel web.
Didascalie ed altri segni
La parte bassa, quindi, è meno rilevante del resto dell’immagine ma, non per questo, è priva di significato e non ha assunto, nel tempo, particolari funzioni.
Nella pittura del XV e XVI secolo questa zona presenta spesso elementi didascalici. A volte vere e proprie scritte ma più spesso elementi simbolici figurativi, oggetti, animali, simboli che spiegano una professione, un attributo morale se non direttamente l’identità del protagonista rappresentato nell’immagine principale.
I SANTI ED I SIMBOLI
Affranto, pensieroso, contrito ma chi sarebbe in grado di riconoscere l’uomo seduto e piegato se intorno a lui non ci fossero altri elementi ? Nell’angolo basso una chiave abbandonata e, più in alto, un gallo spiegano tutto il significato dell’opera.
E’ grazie a questi attributi, dipinti sulla tela da Juan Bautista Maino, nel 1610, che riconosciamo il protagonista in San Pietro, che ricevette le “Chiavi del Paradiso” e che, dopo aver rinnegato Cristo tre volte “prima che il gallo canti”, si pente profondamente delle sue azioni .
OGGETTI CHE RACCONTANO
Annibale Carracci nel 1610 dipinge questa Pietà con San Francesco e Maria Maddalena. La posa e le stimmate sui piedi permettono di riconoscere la figura di Cristo immediatamente ma ulteriori elementi simbolici sono inseriti in basso.
La narrazione principale viene completata ed ampliata dalla corona di spine ed i chiodi che ricordano la Passione, un evento temporalmente precedente, ma non di meno pregnante e necessario per rendere più drammatica la scena .
ANIMALI E VIRTU’
Figure di animali con intenti simbolici sono spesso presenti nelle pitture dei secoli scorsi.
Il cagnolino è uno dei più tipici animali rappresentato sulle tele e simboleggia la “fidelitas” un legame o una promessa di fedeltà ad una persona o, talvolta, ad un idea.
Spesso è associato ad una figura femminile come attributo di fedeltà coniugale ma a volte è anche attributo maschile come simbolo di fedeltà a una parte politica o all’imperatore.
DONATORI
Le opere religiose nel Rinascimento spesso erano commissionate da signori facoltosi che, spesso, mal digerivano di restare anonimi.
In questa opera di Alejo Fernandez del 1475 i cosiddetti “donatori” ovvero i finanziatori dell’opera artistica sono rappresentati, come di consueto, in basso, in primo piano ma in dimensioni più piccole del naturale per non intralciare la rappresentazione principale. Gli angoli inferiori della figura diventano quindi il luogo della “firma” non dell’artista ma del committente e della sua famiglia.
Dopo l’ultima pennellata
Nel rinascimento, quando cominciarono a divenire delle “star”, gli artisti, talvolta, ardivano di firmarsi rappresentandosi, da qualche parte, nell’opera: autoritratti più meno celati.
A partire dall’ottocento, quando iniziarono a dipingere, per sé, senza committenza, la firma divenne ricorrente: un marchio indispensabile per attribuire l’opera.
Oggi la firma ha un valore a sè: pensiamo solo ai firmacopie, agli autografi sulle foto o su oggetti come palloni da calcio o pallacanestro.
RICONOSCIMENTO
Dopo l’ultima pennellata l’artista appone la firma, a volte a sinistra a volte a destra. Questi angoli sono i meno interessanti per la rappresentazione adatti quindi a contenere un elemento che con la rappresentazione vera e propria non ha nulla a che fare: la firma.
In realtà oggi, per qualche grande artista. la firma vale di più del contenuto. Non sono pochi gli esempi di disegni, fatti anche su tovaglioli di carta, che firmati assumono valori impensabili per la maggior parte noi.
L’angolo e la firma assumono divesa luce.
LA SFIDA DEL MARCHIO
In correlazione ad un fatto di cronaca la birra Ceres lancia una pubblicità che contiene una frase palesemente falsa dichiarata in un contesto particolare, il tribunale, ove le menzogne sono severamente punite.
ll marchio apposto nell’angolo inferiore sinistro è una firma di sottoscrizione che assume un peso notevole: una sfida all’autorità costituita.
Coraggiosi alla conquista dello spazio
L’angolo inferiore sinistro dell’immagine è una specie di cenerentola della figura ma, come in tutte le fiabe che si rispettano, è possibile una riscatto finale ?
La risposta non può essere che positiva basta pensare in funzione della sua specificità.
ANGOLI GENERATRICI
Alla ricerca di formati sempre nuovi la pubblicità a volte genera effetti innovativi.
Una bella immagine centrale ma con una diagonale discendente da destra a sinistra che invita alla lettura del messaggio inserito nell’ “angolo morto”. Una bella costruzione che riporta l’angolo basso al centro dell’attenzione e riesce a farlo rivivere.
ABBIAMO VISTO:
- La teoria ci dice che l’angolo in basso a sinistra è poco attraente e questo è confermato anche da realizzazioni pratiche odierne dell’editoria e della grafica web.
- Negli angoli bassi spesso finiscono elementi didascalici che spiegano e completano la figura principale
- L’angolo sinistro ha comunque una sua funzione istituzionale nel concludere il documento in particolare è il posto ove la firma regna sovrana
- Con ingegno ed inventiva si può lavorare contro le regole facendo diventare un angolo dimenticato il centro della rappresentazione
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