Il centro nelle arti visive


SOLO IL NULLA NON HA CENTRO

Il centro, nelle arti visive, come la pittura, scultura, fotografia ha una rilevanza particolare? Gli artisti, nelle loro opere, come considerano il centro ? Qual’è il centro di un opera d’arte ?

Il centro geometrico, misurato, valutato con le dovute proporzioni dai bordi, è facilmente individuabile. Può succedere, però, che lì gli occhi non trovino niente. Niente di rilevante, niente che ci parli. Ciò che ci emoziona è altrove, non al centro.

L’artista, per veicolare il suo messaggio, utilizza gli spazi dando diverso rilievo a diverse collocazioni all’interno dell’opera. Il centro geometrico però rimane sempre lì in sottofondo.

In realtà un opera d’arte può avere più di un centro, centri di diverso tipo (coincidenti o differenti) o nessun vero centro

Le diverse situazioni ci portano a diversi modi di sentire l’opera d’arte.

Per spiegare meglio vediamo tre esempi:

  1. Centro geometrico
  2. Centro d’attenzione (focal pont)
  3. Il centro è il tutto (senza centro)

CENTRO GEOMETRICO

Il centro geometrico è misurabile e dà poco spazio alle interpretazioni soggettive. E’ una relazione spaziale. E’ il nucleo più importante tra i limiti dell’opera d’arte (cornice , bordo di fotografia, plasticità di una scultura) ed il suo interno, E’ il luogo dove andiamo a ricercare un punto di equilibrio, un punto medianio, il centro di gravità o il punto di svolta di una simmetria. Il centro è il cuore, il punto più protetto, il più prezioso.

Mandala simbolo dell'universo forma regolare simmetrica
Fig. 1 Mandala Jnanadakinilate, IV sec., Met NY

I mandala sono disegni geometirci che rappresentano l’universo. Tutta la figura è governata da una forte simmetria: cerchi, quadrati, petali di fior di loto, contengono rappresentazioni simboliche intermedie il cui fine ultimo è fare convergere l’attenzione al centro.

Il quadrato ed il cerchio si alternano non dando spazio ad altro se non che il centro..

Il centro geometrico corrisponde al cuore del messaggio che l’artista vuole trasmettere. L’armonia l’ equilibrio, la simmetria che caratterizzano tutta la rappresentazione sono i mezzi per arrivare al centro.

Il mandala of Jnanadakinilate qui rappresentato (fig. 1) è tibetano del 14° secolo, patrimonio del MET NY.

CENTRO D’ATTENZIONE

Il centro d’attenzione, o “focal point”, è la parte dell’opera d’arte ove l’artista mette l’enfasi e condensa il suo messaggio. L’artista ci trascina all’interno della sua opera e, tramite forme, spazi, ombre, colori, attrae il nostro sguardo su uno, o più, elementi che condensano in una parte dello spazio il messaggio, il sentimento, che l’opera vuole trasmettere.

Il centro geometrico

rimane un punto di riferimento percepibile. Il focal point colloquia con il centro e la cornice.

Dipinto di Monet che rappresenta un alba con sole arancio su una sfondo monocolore
Fig. 2 Impressioni al levar del sole, Monet 1872, Marmottan, Paris

Il punto rosso del sole all’alba è il protagonista di questa opera impressionista. E’ spostato rispetto al centro geometrico. Il dipinto assume interesse e movimento. ll tono neutro del colore predominante apporta la pace generale del mattino all’alba ma diversi focal point animano la scena. Un secondo focal point bilancia il vuoto al centro: la fila delle tre barche scure sulla diagonale bassa.

I due centri d’attenzione ci trascinano in una atmosfera che difficilmente dimenticheremo.

Impressioni al levar del sole (fig. 2) è un olio su tela di Monet del 1872 esposto al Musée Marmottan Monet, Paris

IL CENTRO E’ IL TUTTO

L’opera senza centro è quella dove la superfice è così omogenea e piena che neppure il centro geometrico ha alcuna rilevanza o quella in cui i “focal point” sono così numerosi e distribuiti in una massa uniforme che la percezione di un centro è sommersa.

Un quadrato nero in una cornice quadrata. Malevic vuole dire addio alla pittura naturalistica.
Fig. 3 Quadrato nero, 1915, Malevic, Mosca

Il “Quadrato nero” di Kazimir Malevic (fig. 3) è un quadro del 1915 che rappresenta una pietra miliare nella storia dell’arte.

E’ un punto di rottura (“il punto zero della pittura”) tra la pittura dedicata alla rappresentazione della natura e l’astrattismo, movimento nascente all’inizio del XX° secolo.

Malevic sosteneva “Il pittore può essere creatore soltanto quando le forme dei suoi quadri non hanno niente in comune con la natura”.

Malevic vuole rappresentare in questa opera nient’altro che colore. Nè centro geometrico né focal point in quest’opera che vuol toccare altri registri.

Ci sono 4 esemplari del quadro realizzati in tempi diversi, il primo è alla Tretyakov Gallery di Mosca.


Come abbiamo visto non vi sono regole inviolabili nell’arte ma strumenti che possono essere utilizzati per raggiungere il proprio fine.

Ora indagheremo il significato, i modi e le relazioni che possono contretizzarsi tra i icentri presenti di un opera d’arte.

  1. Il centro geometrico
    1. Caratteristiche e qualità del centro
    2. L’importanza del contorno per il centro
    3. Spettatore e centro
  1. Il significato del centro nel consesso umano
    1. Predominio
    2. Parità
    3. Incontro, aggregazione
    4. Il singolo
  1. Centro d’attenzione e centro geometrico
    1. Il centro d’attenzione è il centro geometrico
    2. Il centro d’attenzione colloquia col centro geometrico
    3. Il centro è stato soppresso
  1. Arrivare al centro
    1. Simmetrie
    2. Labirinti
    3. Spirali e linee concentriche

IL CENTRO GEOMETRICO

Caratteristiche e qualità del entro nelle arti visive

In natura il centro geometrico è un elemento fondamentale ed innumerevoli sono gli esempi della sua rilevanza: il nocciolo al centro del frutto, la corolla al centro del fiore, il nucleo centrale dell’atomo. Gli elementi naturali spesso si dispongono attorno ad un centro.

Queste qualità vengono spesso trasferite agli elementi che, nelle opere d’arte, occupano questa posizione centrale.


L’importanza del bordo per il centro

La forma del contorno condiziona l’importanza del centro: una forma circolare del contorno esalta il centro più di una forma rettangolare allungata; più le asimmetie sono marcate più l’importanza del centro si spegne.


Una scultura cilindrica rappresenta in bassorilievo una serie di corpi umani sovrapposti
Fig. 5 Monolith-Vigeland park-Oslo
Due ragazzi sbucano da un tondo
Fig. 4 Dos nines riendo 1880 Borrel del caso
Il quadro Le amiche I le sorelle di Klimt rappresenta due donne con uno sviluppo concentrato in alto e nella parte sinistra del quadro
Fig. 6 Le amiche I le sorelle,1907,Klimt, Fond. Klimt Vienna

La forma circolare ci aiuta a valorizzare i personaggi che vi sono collocati: con un colpo di luce sbucano addirittura dal quadro.

La superficie elaborata della scultura e la forma a colonna fanno scomparire il centro dell’opera e tutto il messaggio è in superficie.

La forma fuori dagli schemi del quadro di Klimt con l’aiuto dei colori porta tutti il messaggio lungo il bordo e nella parte alta: il centro geometrico è presente ma la sua importanza è nulla.

Spettatore e centro

Una donna di spalle guarda un dipinto centralmente.
Fig. 7 Un visitatore guarda un dipinto

L’ importanza del centro per l’opera d’arte non sta solo all’interno di essa. L’osservatore che si pone di fronte ad essa cerca di essere al centro. In questa posizione di fruizione, che è la più naturale, il centro dell’opera è il punto più vicino al fruitore. Rimane il punto che si osserva più chiaramente e con cui si instaura uno stretto contatto.

Il centro ha una sua predominanza fisica.

IL SIGNIFICATO DEL CENTRO NEL CONSESSO UMANO

Nelle relazioni umane il centro ha sempre avuto una rilevanza ed un riconoscimento immediato nella definizione delle gerarchie.

Persone al centro

La/le persone al centro sono quelle meglio visibili da tutti. Al centro della tavola c’è la persona più importante, al centro del palcoscenico il prim’attore.

Chi è al centro acquisisce immediatamente un aspetto autorevole, di guida rispetto agli altri.

Il quarto stato rapprenta una folla che ci viene incontro con tre personaggi al centro.
Fig. 8 Il quarto stato-1901-Pelliza da volpedo

L’avanzata

L’incedere sicuro dei tre protagonisti non potrebbe assumere un effetto così potente se non fosse collocato al centro del quadro.

La persona centrale è il simbolo della folla che segue, il tono del colore uniforme ce lo indica come parte del tutto , ma il gilet è di un colore levemente più vivo ed il tratto più definito. I personaggi ci vengono incontro uscendo quasi dal quadro.

Pellizza dal Volpedo impiegò tre anni per realizzare “Il quarto stato” che divenne simbolo di una stagione di lotte operaie.

L’opera fu terminata nel 1901 ed ora è al GAM di Milano.

I padri della filosofia

Platone e Aristotele sono i padri della filosofia da cui deriva il pensiero moderno.

Pur essendo in una prospettiva di profondità i due protagonisti, lontani, si elevano sopra il resto della moltitudine grazie alla loro posizione centrale ed ad un leggero distanziamento.

Questo affresco di Raffaello, databile 1511, è una specie di “Manifesto del Rinascimento” che mette l’uomo al centro dell’universo. Si trova nelle stanze Vaticane a Roma presso i Palazzi Apostilici.

La scuaola di Atene è uno dei più famosi dipinti di Raffaello che vede al centro i filosofi Platone ed Aristotele
Fig 9 La scuola di Atene,1511, Raffaello, Vaticano

Incontri e aggregazioni

Il centro, nelle città, è il luogo dell’incontro, della riunione.

Il centro è simbolo di potere. Nel centro si collocano gli edifici di governo, le chiese più importanti o i luoghi del commercio. Tutte le persone possono convergere al centro, dalla periferia, con pari facilità.

Spesso intere città si sviluppano a partire da un nucleo centrale che per secoli rimane luogo di rappresentanza della comunità che la abita.

La piazza centrale di Palmanova ha una forma esagonale. La figura regolare esalta la funzione del centro.
Fig 10 Piazza del centro di Palmanova

Incroci al centro

La città di Palmanova è un esempio unico di architettura urbana che si sviluppa attorno ad un centro geometrico singolare perché esagonale .

La geometria di Palmanova ha un origine militare. Dal centro le difese si possono distribuire ai lati, secondo necessità, in modo semplice e diretto. La forma quasi circolare non presenta punti deboli.

Centro aggregazioni e condivisioni

L’architettura ha sempre cercato nel centro ampi spazi per l’incontro e l’aggregazione.

La piazza è il luogo ove ci si aggrega per condividere, per ascoltare, per manifestare.

Piazza san Pietro, nella città del Vaticano, è il simbolo della Cristianità. E’ un ambiente ovale, con un obeisco centrale, che fa da vestibolo all’ingresso alla Basilica.

Piazza san Pietro non è il centro della città ma il luogo di aggregazione ed incontro dei fedeli.
Fig 11 Piazza san Pietro antistante alla Basilica omonima.

Confronto e scontro

Confronto e scontro vedono nel centro il loro punto di contatto. E’ il centro che bilancia la lotta o il confronto tra due elementi che si collocano quasi sempre lateralmente.

Due cavalieri si scontrano. colori e forme differenti sono nei due campi. Il contatto è al centro.
Fig 12 Combattimento,1830, Delacroix, Louvre

Confronti al centro

Due elementi contrapposti un cavallo bianco ed uno sauro montati l’uno da un cavaliere color terracotta contro l’altro nero.

Colori chiari e scuri si preparano allo scontro. Linea orizzontale nella parte sinistra contro una arcuata linea verticale.

Eugene Delacriox dipinge questo combattimento tra cavalieri nel 1830 (circa) ponendo al centro lo scontro. Museo del Louvre.Il centro è vuoto ma è proprio lì che tutte e forze convergono, nell’inevitabile impatto.

Incontri triangolari

Albrecht Durer in questa magnifica stampa rappresenta il rapporto ambiguo tra Adamo ed Eva nel momento in cui il frutto proibito viene offerto .

Adamo ed Eva sono divisi dalla linea centrale del tronco posto tra di loro. Ma la linea è violata: dal braccio di Adamo che la supera completamente e da quello di Eva che, con l’aiuto del serpente offre la mela posta nel mezzo di questo intreccio.

Il confronto trai i due personaggi (tre con il serpente) si conclude lì al centro.

Stampa del 1504 presso la Staatliche Kunsthalle, Karlsruhe Germania.

Le figure di Adamo ed Eva sono separate da un tronco. L'incontro è al centro agevolato dal serpente che fa da mediatore.
Fig 13 Adamo ed Eva ,Durer, 1504 ,Karlsruhe, DE

Il protagonista

L’uomo solo al centro richiama l’immagine del leader, del condottiero.

Ma l’uomo non combatte solo evidenti battaglie esteriori, verso nemici esterni. Spesso la prima battaglia è interiore, tra i mille pensieri, nella scelta della decisione giusta.

Un uomo su una roccia a piramide guarda un paesaggio indistinto a causa della nebbia.
Fig. 14 Wanderer in fog, 1818, Caspar Friedrich

Il romantico

Un uomo solo in cima ad una piramide osserva una landa coperta di nebbia.

L’uomo è irriconoscibile perché ritratto di spalle e, proprio per questo, ci troviamo a impersonificarsi facilmente in lui. E’ il simbolo dell “uomo del Romanticismo” un uomo che vive intensamente le passioni e che, nonostante i dubbi e le paure, guarda con coraggio l’incerto sentiero della vita e cerca l’avventura.

E’ l’uomo che decide le sorti di sé stesso.

Il dipinto di Caspar David Friedrich è del 1818, gli anni dell’inizio del movimento romantico.

Il comandante

Il volto al centro concentra tutte le attenzioni dell’osservatore su di esso.

In questo caso però lo sguardo del protagonosta non è rivolto allo spettatore.

La missione del protagonista non è quella di mandarci un messaggio personale ma quella di condurci guidarci verso un obbiettivo che solo il leader sa vedere.

La foto “Guerrillero Heroico” scattata negli anni ‘60 da Alberto Korda è diventata un simbolo di una generazione di combattenti.

Che Guevara: foto frontale del condottiero che guarda al di là dello spettatore.
Fig. 15 Guerrillero heroico, 1960, Alberto Korda

CENTRO D’ATTENZIONE E CENTRO GEOMETRICO

Centro d’attenzione (focal point) e centro geometrico si misurano uno con l’altro. Da questo colloquio emergono sensazioni diverse.

Tre sono le relazioni più semplici:

  • il focal point corrisponde al centro geometrico
  • Il focal point è diverso dal centro geometrico e collocato in un altro punto dell’opera
  • Il focal point semplicemente non e

Il CENTRO D’ATTENZIONE E’ IL CENTRO GEOMETRICO

Se il centro dell’opera ci parla dal centro geometrico il dialogo è diretto. Non ci sono intermediazioni; il soggetto dell’opera incontra il nostro sguardo in linea retta e si impone.

E’ un monologo che parte dall’opera e cerca di coinvolgerci e colpirci direttamente.

La corrispondenza dei due elementi provoca un effetto di stabilità e chiarezza.

il manifesto dello Zio Sam che nel 1917 incitava i giovani americani ad arruolarsi buca la cornice.
Fig. 16 Zio Sam-1917-J. M. Flagg

L’indice


Il manifesto del 1917 di James Montgomery Flagg ha un linguaggio che non invecchia. Il dito puntato verso l’interlocurore è il perno dell’immagine e, grazie anche ai chiariscuro ed ai colori, crea una specie di piramide la cui punta è rivolta a noi.
Il particolare al centro buca in poster e ci viene incontro. Non si può pensare che il messaggio non sia rivolto proprio a te che stai guardando.

Centralità serena

La posizione del soggetto principale nel centro del quadro è una delle più utilizzate.

Nel genere della “natura morta” è una delle posizioni preferite mentre nel paesaggio spesso si cercano delle varianti più articolate.

In questo quadro di Edward Hopper del 1933, Ryder’s House, conservato al Moma, il soggetto è al centro ma non perde il suo fascino e rappresenta perfettamante la concretezza di questo paesaggio americano.

Una casa bianca si erge al centro di un tenue ed assolato paesaggio americano.
Fig. 17 Ryders House,1933, Hopper, MOMA NY

Il CENTRO D’ATTENZIONE DECENTRATO

Il centro d’attenzione o, a volte, i centri d’addenzione diversi rispetto al centro geometrico stimolano una ricerca nell’osservatore. Si cercano equilibri, rapporti tra gli oggetti, percorsi tra gli elementi.

Il racconto è complesso e si articola in sfumature diverse.

La presenza di molteplici centri rende l’opera più sofisticata, richiede una diversa attenzione per scoprire la chiave di lettura. Appaga maggiormente il fruitore quando viene svelata.

Pittura astratta di Kandisky ove gli elementi laterali si fronteggiano.
Fig. 18 Linee di traverso, 1923, Kunstsammiug Dussendorf

Multi point

L’arte astratta è molto sensibile agli spazi, alle forme e ai colori alla continua ricerca di equilibri che permettano di concretizzare un messaggio chiaro al fruitore dell’opera.

Line di traverso, del 1923, è un opera di Vassily Kandinskij esposta al Kunstsammlug muse Dudssendorf. I centri d’attenzione sono diversi e tutti decentrati. Nel quadro resta comunque una bilancia il cui perno è nei pressi del centro geometrico.

La pecora nera

Il soggetto, la mela rossa , è chiaramente decentrata rispetto ai margini della foto. Se fosse centrale diventerebbe l’unico soggetto da guardare ed il protagonista della foto.

Il decentramento della posizione valorizza invece la pluralità delle mele verdi perché l’occhio và inconsapevolmente a cercare un centro geometrico, non contrassegnato, ed indugia su questa moltitudine verde.

Una mela rossa decentrata emerge tra una moltitudine di mele verdi.
Fig. 15 Mela rossa

Il CENTRO ED IL TUTTO

Alcuni artisti evitano di creare punti focali in quanto l’opera, nella sua interezza, deve esprimere un messaggio.

I focal point corrispondono ai limiti fisici del contorno.

Dipinto astratto di Pollock realizzato con la tecnica dell'Action painting
Fig. 20 Lavander mis,1950, Pollock, Nat, Gallery NY

L’importante è l’azione

Al di là del fatto che l’ “action painting” sposti l’attenzione dal disegno e dalla forma all’atto fisico del dipingere anche queste opere potrebbero ricercare un centro che invece deliberatamente è assente.

Tutta la tela esprime il messaggio dell’artista. Il centro si dilata fino ai bordi del quadro e l’osservatore è combattuto tra il recepirlo nella sua interezza e scandagliarlo nei dettagli alla ricerca di punti d’interesse.

Questo lavoro di Jackson Pollock, del 1950, si intitola Number 1 (Lavander Mist) ed è patrimonio della National Gallery, NY.

Tutto è relazione

Tutto è collegato. Keith Haring crea le sue opere inserendo diversi elementi in un magma vibrante. Non c’è un centro dell’opera: ogni elemento è centro e relazione. Linee, spazi, colori creano una uniformità dell’opera ma la scoperta completa non può avvenire se non soffermandosi su innumerevoli particolari che sono una piccola parte del tutto.

A lato un dettaglio del murales “Tuttomondo” realizzato a Pisa nel 1989 su una parete della chiesa di Sant?antonio Abate.

Il murale di Haring è denso di immagini. Impossibile trovare un centro.
Fig 21 Tuttomondo 1989, Haring, Sant Antonio Abate, Pisa

CENTRO E GEOMETRIE

CENTRO E GEOMETRIE

Le arti decorative, spesso ingiustamente denominate “arti minori”, sono quegli elementi artistici destinati ad ornare gli oggetti d’uso. Ceramiche, gioielli di diversi metalli, tessuti e ricami, intagli e intarsi, incisione di gemme, madreperle, ebanisteria, vetrate, sono tutte espressioni dietro la quale vi è una invenzione artistica.

Nelle arti decorative la ricerca della bellezza spesso passa per la ricerca dell’armonia, della simmetria ed inevitabilmente dalla valorizzazione del centro.

Una gorgone circolare ci guarda dal fondo di un vaso circolare
fig. 22 Terracotta Kilyx, Gorgone, 530 bc, MET NY

La forza di essere circolari

Il decoro degli oggetti di uso quotidiano si perde negli albori del genere umano.
La terracotta Kylix, del 530 b.c., oggi al MET di NY, rappresenta una delle tre Gorgoni, forse Medusa, che impersonificavano le perversioni umane. Questa donna mostruosa, che porta serpenti al posto dei capelli, ed è in grado di pietrificare qualsiasi umano con il solo sguardo, ci osserva dal fondo di questa coppa alla fine della nostra bevuta: la posizione centrale non ci lascia scampo.

La ripetizione

La piastrella qui a fianco è una creazione moderna del 1922, realizzata da M.C. Escher dall’evocativo titolo “Mural mosaic in the Alhambra”. La decorazione ha al centro in una stella a 16 punte che si risolvono in 16 petali scuri inscritti in un quadrato circondato da altri 8 quadrati contenenti altri decori a base del numero 8.

Decorazioni con questo schema sono ricorrenti nell’ Alhambra di Granada con varianti ove il centro contiene stemmi o volti di diversa natura che non possono sfuggire all’attezione dell’ossevatore.

Una piastrella docorata son stile moresco. Il centro è una stella a 16 punte, intorno sedici petali scuri, poi motivi geometrici ripetuti.
Fig. 23 Mural mosaic Alhambra 1922 Escher

LABIRINTI

Il percorso per arrivare è più importante della meta finale: il centro.

I labirinti sono la rappresentazione di un percorso difficoltoso, spesso assimilato a quello della vita umana, in cui difficoltà ed imprevisti si susseguono.

I raggiungimento del centro del labirito rappresenta il conseguimento di un obiettivo spirituale o morale che non può essere colto se non con impergno e sacrificio

Un labirinto circolare decora il pavimento dellla cattedrale di Chartres.
Fig 24 Labirinto cattedrale Chartres

Percorsi circolari

Il pavimento della cattedrale di Chartes è decorato con un labirinto circolare al cui centro vi era una decorazione andata perduta.

Il diamentro è di circa 13 metri ma il cammino per arrivare al centro è di oltre 261 metri.

Percorrere il labirinto è come un pellegrinaggio, un prova a cui ci si sottopone per raggiungere una meta spirituale. Il percorso veniva chiamato “chemin del Jerusalem” con l’evidente equiparazione del centro del labirinto con la città di Dio.

Percorsi per gli occhi

Labirinto particolare quello che decora il soffitto di una delle stanze di Palazzo ducale a Mantova:è fatto per essere percorso con gli occhi a testa in su.

Il tracciato è accompagnato da una frase riprtuta in maniera quasi ossessiva: “forse che sì forse che no” che richiama le incertezze e la precarietà che si incontrano nel corso della vita.

Al centro la meta rivendica la sua importanza con una costruzione rettangolare più ampia che contiene una scritta: Dedalee industrie et Teseie virtutis (“La sagacia di Dedalo e il valore di Teseo”).

E’ con queste qualità che possiamo presumibilmente superare gli ostacoli della vita.

Un labirinto quadrato decora una delle stanze di Palazzo Ducale di Mantova
Fig, 25 Labirinto, Palazzo Ducale, Mantova

IL CENTRO NELLE ARTI VISIVE: SPIRALI E LINEE CONCENTRICHE

Tanti modi modi di raggiungere in centro

Un uomo si avvolge su sè stesso in due spirali concentriche
Fig. 26 Incontro 1916 Itten

La spirale

Tra i tanti modi di valorizzare il centro la spirale è uno dei più affascinananti:

man mano che i cerchi si restringono il centro diventa più intenso e più privato.

Johannes Itten nel 1916 dipinge questo quadro, “l’incontro” , che coniuga la figura umana con la spirale.

L’uomo si avvolge su sé stesso concentrandosi in un sol punto.

Centri in comune

Questa miniatura è una delle visioni che Ildegarda di Bingen riporta nel Codice Scivas un testo profetico da lei scritto in nel 1150.

Ildegarda è una delle donne più influenti del suo tempo. Filosofa, teologa, naturalista, musicista ha uno spirito eclettico e nel 2012 viene nominata dottore della Chiesa per il contributo del suo pensiero.

L’illustrazione rappresenta il mistero della SS Trinità. Dio è uno e trino.

La visione di Ildegarda è concentrica. I colori rappresentano aspetti diversi del mistero ma l’unitarierietà di ha nel centro.

Rappresentazione della Trinità in una figura concentrica
Fig. 27 The holy trinity, 1150 ,Ildegarda di Bringen


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