La linea obliqua e il movimento
Qualsiasi linea non parallela o perpendicolare al piano dell’ossevatore si considera obliqua; non ha importanza il grado di inclinazione, tutte le linee oblique posseggono una particolare caratteristica e ci trasmettono la stessa sensazione più o meno accentuata: è la sensazione di movimento.
Abbiamo un innato rapporto positivo con il piano orizzontale, il piano del terreno, il luogo in cui ci sentiamo fermi e sicuri sui nostri piedi. Il piano su cui, la forza di gravità, ci permette di sentirci perfettamente bilanciati su entrambe i piedi.
Quando il piano non è orizzontale e la linea si alza o si abbassa da un lato o da quello opposto il nostro rapporto col piano si incrina. La linea diventa obliqua: è la linea dell’instabilità e del movimento.
La linea obliqua manifesta delle tensioni. Non ha requie. Incita al movimento: alla vetta ! oppure: alla base ! Se non ha puntelli freme finche non raggiunge la posizione di equilibrio: la posizione orizzontale (fig. 1).

Gli oggetti che stanno sulla linea obliqua sono sempre in qualche modo precari. Sono lì fermi ma sono destinati a muoversi: prima o poi scivoleranno verso il basso. Per noi non ha alcuna importanza che stiamo guardando una immagine statica: il nostro cervello non solo vede ma interpreta.
Sappiamo che la sfera sul piano inclinato (fig. 2) rotolerà in giù e si fermerà solo quando troverà un ostacolo o quando la linea diventerà orizzontale.
La linea obliqua e le direzioni
La linea deve essere tracciata, da un punto ad un altro, con un movimento ed ha due possibili direzioni che leggiamo attribuendo significati ben diversi. Nella nostra cultura in cui la scrittura e la lettura avviene da sinistra a destra anche l’immagine viene letta, in modo inconscio, dal nostro cervello, da sinistra a destra.

La linea da un punto in alto a sinistra ad un punto più basso a destra è letta come una discesa e difficilmente viene interpretata come salita da destra a sinistra. La linea discendente da sinistra a destra è una linea “facile” che narra di un evolversi naturale delle cose senza difficoltà.
Viceversa la linea da un punto in basso a sinistra ad un punto più alto a destra è letta come una salita (fig. 3).
Questa linea può essere intesa come fatica (elemento negativo) ma anche come crescita (elemento positivo).

Quando gli elementi dell’immagine fanno intendere che la direzione del movimento sulla linea di fig. 2 è opposta da destra a sinistra, in risalita, il movimento appare controcorrente, anomalo, contrastato, più arduo e faticoso anche della salita da sinistra a destra di fig 3.
La discesa invece dall’angolo destro verso il basso assume invece spesso toni drammatici.
Linee oblique combinate
Le linee oblique possono anche essere combinate tra loro.
Se hanno in comune un vertice formano una freccia che è il simbolo della direzione e del moto per eccellenza. Se si intersecano al centro formano una X che è un simbolo di cancellazione e/o di negazione.
Due linee oblique, con un vertice in comune, formano una freccia, rafforzano il concetto di spostamento, di volgersi a, ed indicano in maniera univoca una direzione (fig. 4).

Le diagonali che si intersecano, equilibrate, in una X compensano il loro moto reciproco, annullandosi l’una nell’altra, così che, perdono qualsiasi significato di movimento ed, anzi, assumono significato opposto, di punto statico, fermo. A volte la X contrassegna un bersaglio, il punto esatto di una destinazione.

Nelle check list la X è intesa come simbolo di cancellazione mentre la V è il simbolo positivo di spunta.
Nel linguaggio informatico la X è usatissima per indicare la chiusura di una finestra o di una applicazione.
Spesso non è necessario disegnare una X completa per indicare una cancellazione ma è sufficiente una diagonale che và da un vertice all’altro dell’immagine, ovvero è a pieno campo. In particolare se è di un certo spessore il simbolo di cancellazione è incontrovertibile (fig.6).

Linee oblique e prospettiva
La diagonale è anche lo strumento della prospettiva. La prospettiva sembrerebbe statica ma in realtà essendo un elemento della terza dimensione, la profondità, la sensazione di moto non si perde. In questo caso il moto non si svolge su un piano ma è l’occhio stesso che si muove nell’immagine entrandovi ed allontanandosi dal primo piano.

Il significato della linea obliqua non è legata ad una forma espressiva, ad un secolo ad una corrente artistica. Nella pittura, così come nella scultura, nelle rappresentazioni grafiche ed artistiche e più recentemente nella pubblicità o nel web ho cercato di trovare tracce di questo linguaggio. Ho raccolto, di seguito, qualche esempio spaziando il più possibile in ambiti diversificati.
La linea discendente da sinistra a destra

Il cuneo
Il quadro di El Lissitzky del 1919 “Il cuneo rosso spezza il cerchio dei bianchi” utilizza, con una grafica semplice, la forza del movimento della linea obliqua discendente da sinistra a destra.La direzione dall’angolo alto sinistro, inclinata verso il basso, è limpida e senza esitazione: la parola anticipa la direzione del segno del cuneo rosso rafforzandolo, la discesa verso il cerchio diventa inarrestabile e, con un percorso naturale, oltrepassa il centro della rappresentazione estrinsecando tutta la sua forza. La diagonale discendente è utilizzata per dare l’immagine dell’inevitabile e naturale evolversi del movimento dei segni grafici.

In caduta libera
Il dipinto di Bruegel La parabola dei ciechi del 1568 rappresenta, con la linea obliqua discendente, l’inevitabilità della caduta degli uomini guidati da una persona non in grado di farlo. L’inizio della linea appena sotto l’angolo alto sinistro attenua il movimento iniziale ma il termine proprio nell’angolo in basso a destra rafforza il finale. La linea obliqua termina ove, in un angolo oscuro, è rappresentato l’esito di tutto il movimento: una persona già riversa a terra. La linea obliqua discendente dà un senso di trascinamento inevitabile verso il basso.
La pillola
Questa semplice immagine pubblicitaria di Niklaus Stoeckiln del 1927 sfrutta appieno la diagonale discendente per reclamizzare una pastiglia contro la tosse. Il moto della pastiglia è rafforzato dalla bocca dell’uomo, anch’essa a forma di freccia verso la gola ove la pastiglia, stilizzata, dispiegherà i suoi benefici effetti. La diagonale discendente rende l’ingestione della pastiglia un percorso naturale anzi essa appare quasi necessaria.


La caduta
Nella scultura a lato un bellissimo esempio di sfruttamento della linea obliqua. E’ il bronzo di Giacomo Manzù del 1985 Tebe che cade. L’interpretazione delle linee su un oggetto tridimensioanale è complesso. In questa opera, però, la linea obliqua è così protagonista da assumere una posizione incontrovertibile. Nessuna linea si può dire orizzontale o verticale al piano di appoggio così che tutta l’opera diventa un insieme di caotico movimento che rappresenta perfettamente l’inevitabile caduta.
La linea ascendente da sinistra a destra

Risalire la collina
La posizione del corpo e la direzione dello sguardo tracciano una linea obliqua ascendente invisibile ma perfettamente percepibile. Il questo dipinto di Wyeth del 1948 “Il mondo di Cristina” gli elementi sono pochi ma precisa è la sensazione della salita difficoltosa, la tensione verso una meta difficile ma anelata. La linea ascendente dall’angolo basso a sinistra fino a quello in alto a destra rappresenta benissimo questo stato d’animo.
Pubblicità che cresce
Questa pubblicità futurista del 1931 sfrutta il significato occulto della direzione delle linee. Il simbolo cresce in modo veloce dal basso e quasi esplode nell’angolo in alto a destra. La direzione della crescita non è, volutamente, verticale come sarebbe nel mondo naturale, vegetale. La direzione è diagonale, dinamica, concreta e terrena.


L’arciere
Gli arti superiori e quelli inferiori, dal ginocchio in su, tracciano linee inclinate convegente verso un punto in alto a destra rispetto alla scultura. Non vi è la necessità di rappresenatre lo strale perchè è il corpo stesso di Eracle che indica precisamente la direzione. Il piede destro di Eracle ed il basamento che si alza verticale creano un angolo retto evidenziando una solidità ed una fermezza. Per contrasto la linea obliqua crescente del lancio delleo strale non trova ostacoli e sembra poter, con forza e rapidamente, superare l’ascesa verso l’alto e continuare all’infinito. Il bronzo è di Buordelle 1909 Musè d’Orsè.
Le onde crescenti
Un esempio notevole di utilizzo del messaggio della linea diagonale crescente è la pubblicità di un designer, Tom Crabtree, per FreeMyRider. Le linee crescono dal basso verso l’alto con forte dinamicità espressa dalla diversa lunghezza delle stesse e dalla leggera ondulazione dello sfondo. Tutti gli elementi positivi della diagonale crescente sono messi in campo e l’immagine trasmette una sensazione di unione, superamento degli ostacoli, raggiungimento di un obbiettivo condiviso.

La linea ascendente da destra a sinistra

Il cannone
In una stanza tutta a quadri, dall’angolo destro, si presenta un inquietante cannone nero pronto a sparare un colpo diagonale. La direzione da destra a sinistra trasmette un senso di contrapposizione e di lotta. “Sulla soglia della libertà” di Renè Magritte dipinto del 1930 fà pensare che ci vorrà uno scontro, una forza, per arrivare alla libertà e la linea diagonale ascendente rappresenta bene questo concetto.
Il gladiatore
Il Gladiatore borghese di Agasias del primo secolo a.C., opera oggi a Parigi, Museo del Louvre, rappresenta la potenza della diagonale che sale dal basso e si porta verso la nostra sinistra. Il segnale di spinta alla lotta, di contrasto, di determinazione e di voglia di vincere è chiaro, rafforzato dal braccio alzato sinistro che prosegue nella stessa direzione del corpo, dal collo e dalla testa. Solo l’improvviso cambio di direzione della diagonale, dovuto allo sguardo volto in direzione opposta, fa pensare alla richesta di un aiuto divino.


La sfida del leone
La direzione dello sguardo del leone verso l’angolo in alto a sinistra e la roccia che lo sostine tracciano chiare diagonali ascendenti. L’espressione di fierezza, forza e contrapposizione sono evidenti. La tensione è palpabile e la sfida è vicina.
L’elemento della diagonale ascendente dispiega, in pochi tratti, tutto il suo pregnate significato.
La linea discendente da destra a sinistra

La luce tagliente
Nella Caduta di Fetonte di Rubens del 1608 la diagonale dall’alto rappresenta un elemento fondamentale che permette di estrinsecare tutta la tragicità dell’evento: Giove scaglia i suoi fulmini dall’alto facendo cadere verso il basso il carro ed i cavalli di Fetonte. La diagonalità della luce si ripete nella posizione dei cavalli che precipitano in un caotico movimento.
Le ombre
Il paesaggio è spettrale per la desertificazione della scena. La luce proveniente dall’angolo alto forma ombre diagonali che dotano la rappresentazione di un ulteriore segno di inquietudine; le lunghe diagonali delle ombre aggiungono elementi innaturali. In questo quadro del 1959, Piazze d’Italia, De Chirico utilizza con cura i chiari e gli scuri ed i tratti diagonali. Il tema della luce obliqua dall’alto sarà utlizzato spesso dall’artista come mezzo per esaltare la sua pittura metafisica legata al sogno, al surreale e un po’ misteriose.

La linea linea obliqua negli oggetti di design
Scovare la diagonalità e le sensazioni che questa ci trasmette è l’obbiettvo di questa pagina. Le raffigurazioni finora presentate possono avere dato un certo ritorno ma ora, in un ultimo accenno, vogliamo arrivare al tema del sito: il design degli oggetti di uso comune, gli oggetti della casa, del lavoro, del quotidiano.
Ha senso una ricerca sull’utilizzo della linea obliqua nel design degli oggetti?
I presupposti sembrerebbero in salita e gli esiti non sono del tutto scontati.
Come prima cosa stiamo parlando di oggetti tridimensionali ove la linea, se da un punto di vista può sembrare obliqua, vista da un altra angolazione appare perfettamente verticale o orizzontale. Non sarà facile individuarne le tensioni, i moti ed i versi, le direzioni, in quanto spesso gli oggetti sono compositi ed assommano diverse di queste realtà.
In secondo luogo la linea dell’oggetto di design avrà una funzione non solo estetica ma anche funzionale o strutturale legata ad esigenze di solidità, durata, ergonomicità.
Gli oggetti spesso diventano icone di design non solo per la loro forma ma per l’innovativo uso di materiali, tecniche di lavorazione, assemblaggio, economicità. Analizzare solo l’aspetto formale può essere fuorviante. Si può dare rilevanza ad un aspetto che, in realtà, è secondario o, comunque, uno dei tanti fattori che hanno reso l’oggetto famoso non il peculiare.
Le linee inoltre spesso sono espressione dell’epoca in cui sono state ideate ed il senso estetico, come sappiamo, può cambiare molto nel giro di pochi decenni.
Il terreno quindi potrebbe diventare molto scivoloso.
Nonostante questo cerco di raccogliere di seguito una carrellata di indiscutibili oggetti di design che hanno una significativa caratteristica “Obliqua” lasciando al lettore ogni altra valutazione.
Poltrona MIES
La poltrona MIES disegnata dagli architetti di Archizoom associati nel 1969 rivoluziona il disegno della poltrona dando una decisa forma obliqua ad un oggetto che fino ad allora era stato ortogonale. La poltrona è tipicamente formata da elementi verticali (piedi, schienale) o orizzontali (seduta). La MIES, invece, con un solo montante verticale posteriore esalta il piano inclinato.

La lenta discesa del piano trasmette una sensazione di potenziale riposo ma non di comodità per la sua struttura spigolosa. Solo la scoperta della seduta in lattice deformabile che si adatta alla forma del corpo la rende attraente e funzionale.
Appendiabiti Sciangai
Appendiabiti Sciangai di Zanotta 1973. Combinazione di linee oblique che si intersecano al centro. La sensazione di movimento è piena e la leggera torsione con la circolarità degli estremi ammorbidisce l’effetto complessivo. Siamo molto lontani dal classico stelo verticale che sorregge, in cima gli appendiabiti. Le linee oblique esprimono tutta la loro movimentata e giocosa presenza.

Sgabello Mezzadro
Lo sgabello Mezzadro di Achille e Pier Giacomo Castiglioni del 1957 ha portato la seduta di una macchina agricola nel soggiorno della casa. Sicuramente questo aspetto da solo può valere il credito che questa opera detiene. Ma la fattura del supporto, anch’essa mutuata dal trattore, non è da meno.La diagonalità del supporto, con la sua forma, rompe lo schema verticale che ha caratterizzato in passato il sostegno della seduta degli sgabelli.


La linea obliqua porta il baricentro fuori dalla seduta per poi riprenderlo sull’asse del pavimento. L’effetto di sospensione è di tutta evidenza.
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