La direzione, nelle arti visive, è linea e movimento.
La linea
Alla base di ogni composizione grafica e/o artistica ci sono linee che costruiscono il messaggio dell’artista, del fotografo o dello scultore.
La linea singola è formata da tre componenti: un punto iniziale, un percorso ed una meta finale. Celebre è la frase di Paul Klee: “la linea è un punto che è andato a fare una passeggiata” che racchiude l’essenza del moto e della direzione.
La linea, quando nasce, ha già in sè una espressività propria.
Per la geometria, le linee nello spazio sono infinite. Per la percezione emozionale sono tre: orizzontale, obliqua, verticale. “Tutte le altre linee rappresentano solo delle deviazioni da questi tipi” (Kandisky – Punto linea superficie).
Le tre linee evocano sentimenti differenti che possono articolarsi in diverse sfumature ma che si possono semplificare come in fig. 2:
ORIZZONTALE: tranquillità, serenità
VERTICALE: spiritualità crescita
OBLIQUA: movimento instabilità

Le linee dell’arte
Nell’arte visiva non dobbiamo pensare alla linea o direzione solo come segno grafico.
Il linguaggio visivo utilizza spesso linee virtuali, linee invisibili che creano relazioni tra diversi elementi della rappresentazione siano esse persone o cose. Linee che ci aiutano a leggere l’opera.
Vedere linee anche dove il segno grafico manca è parte del nostro sistema di comprendere la realtà, del sistema di percezione visiva che ci permette di interpretare il mondo di cui abbiamo dato un accenno qui.
Le linee che caratterizzano una rappresentazione artistica sono dette le linee di forza, elementi che animano la rappresentazione.
Vi sonno diversi mezzi per generare linee di forza:
- le disposizioni dei soggetti / oggetti sulla scena
- le direzione degli sguardi o la posa delle mani o degli arti
- i chiari e gli scuri sulla scena
- elementi ripetuti: forme, colori, ecc.
- grandezze crescenti o decrescenti
Nelle rappresentazioni figurative, insomma, si mescolano linee fisiche e linee virtuali ed entrambe concorrono a generare il messaggio dell’artista.
Movimento nelle arti visive
La percezione visiva non è mai priva di movimento. I nostri occhi non sono mai immobili ed abbiamo una speciale sensibilità per cogliere i movimenti che avvengono attorno a noi, qualità che ci preserva da pericoli e collisioni.
Siamo anche istintivamente predittivi dei movimenti che vediamo ed applichiamo automaticamente le leggi della fisica al mondo che vediamo sia esso reale che rappresentato.
Gli artisti sfruttano queste nostre caratteristiche ed hanno una cassetta degli attrezzi che gli permette di farci percepire il movimento anche su una tela perfettamente immobile su una parete. I quadri si animano con :
- le linee oblique in particolare se convergenti
- i movimenti presunti sulla scena: figura/oggetto che sta cadendo, che sta tirando, che sta procedendo
- I tratti sfocati o le scie di oggetti e persone.
- Le convenzioni della ripetizione delle linee intorno a figure come per esempio nel fumetto
Da linee e movimento si creano direzioni che si trasformiamo in messaggi precisi.
La direzione nelle arti visive si può scomporre in otto movimenti sulle linee ORIZZONTALE (2) , VERTICALE (2), OBLIQUA (4) (fig. 3-4-5).
Sulla linea verticale e orizzontale si sviluppano due direzioni
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