L’emancipazione della linea
La linea ha una espressività intrinseca che è stata utilizzata nella pittura, nelle scultura, nel teatro, nella danza fin dai tempi antichi. Una vera rivoluzione nell’interpretazione della linea nell’arte avviene verso la fine del ‘800. La linea intraprende una epocale emancipazione grazie all’intuizione ed agli studi di alcuni artisti. Si evolve e, da mezzo per la rappresentazione della natura e della realta, a soggetto autonomo della rappresentazione, capace di dialogare direttamante con l’osservatore ed esprimere un messaggio senza una intermediazione figurativa.
La rivoluzione di fine ‘800.
Artisti come Van Gogh o Modrian iniziano ad utilizzare la linea in modo non del tutto realialistico. Introducono nei loro lavori elementi semplificati, tratti contorti o scomposti, linee fortemente caratterizzate e colori non realistici . La ricerca di una rappresentazione fedele della natura è abbandonata a favore della possibilità di cogliere l’essenza dell’oggetto rappresentato senza mostrarne la forma in dettaglio. Si vogliono rappresentare i soggetti per il loro valore emozionale immediato piuttosto che per la loro forma o colore.
Possiamo vedere questa transizione in due esempi:
CAMPO DI GRANO CON VOLO DI CORVI
Uno degli ultimi lavori di Van Gogh rappressenta lo stato d’animo tormentato dell’artista nel ultima fasi della sua vita. La rappresentazione è tempestosa. . Il campo di grano è un turbinare di linee oblique verso terra che diventano sinuose come onde in un mare in tempesta verso il cielo.Non ci sono foglie, nè spighe né chicchi. Non ci sono foglie, nè spighe, nè chicchi. Non è il grano che viene rappresentato ma un fluido in subbuglio sotto un cielo agitato da vortici neri Il giallo è invaso dai neri corvi in arrivo da lontano.
MELO IN FIORE
Mondrian rappresenta l’albero con poche linee discontinue. Un sentore del tronco che si erge centralmente, grandi foglie ipertrofiche, l’intrico dei rami che si protendono verso l’alto, i tenui colori immersi nello sfondo grigio che evocano la fioritura. La rappresentazione realistica è abbandonata. Un accenno agli elementi fondamentali del soggetto cercano di trascinarci nella bellezza della fioritura e dell’energia della natura in primavera.
Nell’900, con il crescere di movimenti che professano graduale abbandono dell’arte naturalistica e si spostano verso l’arte astratta, l’importanza della linea, come mezzo di rappresentazione immediata di emozioni ed idee, conquista sempre più spazio.
La linea e l’arte astratta
L’arte astratta rafforza il ruolo delle linee che diventano, non il mezzo, ma il soggetto della rappresentazione artistica. Linee e colori sono protagonisti di un nuovo capitolo della produzione artistica ove non c’è più la necessità di rappresentare immagini riconoscibili per formulare il messaggio artistico.
Il primo artista ad analizzare in modo scientifico le capacità espressive della linea e realizzare opere in cui le linee sono protagoniste è Kandjnsky. Nei suoi libri vi è uno studio profondo del segno e della sua espressività. Il comportamento delle linee viene scandagliato, la sua espressione viene comparata al suono musicale ed all’effetto dei colori per cavarne l’esatta natura.
Diversi artisti seguiranno le sue orme e lo studio della linea avrà ramificazioni in contesti diversi. Di seguito esponiamo tre esempi di tre artisti che si esprimono con linee sviluppate in maniaera molto differente.
Curve e geometrie
Curva libera verso il punto è un opera del 1925 di Kandinsky che ben rappresenta la potenzialità espressiva dei segni.
L’opera, composta da sei semplici segni a inchiostro su carta, ci trasmette una vibrazione con cui si può entrare in sintonia se ben predisposti. Il segno più spesso dà un primo deciso imprinting un movimento leggero, armonico ma deciso
I segni più lievi creano una danza attorno al corpo del segno principale incrociandosi ed infittendosi verso la metà come a creare un nuovo fulcro su cui far ruotare i cerchi imperfetti che popolano il disegno. Un lieve e giocoso movimento appare sulla tela. L’espressività è tutta nelle linee, nel loro divenire, nei loro intrecci e nelle loro corrispondenze. Niente altro è necessario per esprimersi.
Lo spiraglio nell’incedere insicuro
L’opera di Mirò del 1974 fa parte di una serie di tre dipinti dal titolo “La speranza del condannato a morte”.
Il punto azzurro è centrale ma è solo il riferimento per l’espressione della linea. Questa lo attornia con andatura incerta ma non lo chiude. Lascia uno spazio libero, una luce dalla quale si può uscire, una via di fuga. Il tutto poggia su un prato di grigie linee verticali che rendono l’atmosfera fosca.
La linea e l’inganno.
Marina Apollonio, importante rappresentante dell’ OP ART – Arte Ottica, fa parlare le linee con figure astratte. Le sue opere che si muovono sia nell’immobilità sia quando sono animate da un movimento predefinito.
Sono figure matematiche da cui si viene prima affascinati razionalmente attratti dalla voglia di analizzarle, scomporle, carpirne il segreto funzionamento.
Ma, poi, l’esperienza migliore è abbandonarvisi dentro: nelle sue opere si viene, per un attimo, risucchiati, trascinati, disorientati, estraniati dalla realtà. La serie di linee ha una potenza che coinvolge e attrae.
Le linee nell’arte moderna e contemporanea
Con l’avvento dell’arte astratta la linea diventa protagonista. Non è più un mezzo per rappresentare una parte dell’opera, definire un piano o rappresentare un volume. Non è una decorazione. E’ il mezzo ed il soggetto allo stesso tempo. Riempie la tela e cerca il contatto diretto con l’osservatore. Diversi artisti esplorano queste infinite possibilità apertesi con questa nuova coscienza.
A – Daniel Buren Le strisce bianche verticali di 8,7 cm sono una caratteristica delle opere di Daniel Buren alternate a strisce di uguale larghezza con colori primari. L’effetto è un fondo abbastanza freddo ed impersonale. Le linee verticali di Buren, che in modo polemico autoproclama di non essere un pittore, sono spesso inserite in paesaggi urbani o compongono installazioni che modificano e arricchiscono l’ambiente colloquiando tra gli spazi della scena.
Soll Lewitt Nessun intento narrativo, pittura piatta, non una espressione attiva dell’artista come nell’ action painting. Linee, andamenti e colori riempiono la tela dando un intensa espressività.
Bridget Louise Riley Linee ondulate verticali e sfumature orizzontali si incrociano riflettendo effetti ottici. L’optical art disorienta ed attrae.
Jackson Pollock La pittura d’azione di Pollock realizzata con la tecnica della colatura genera linee vaganti che curvano e si intersecano sulla tela fino a comporre una compatta texture. Anche se la linea tende a sparire è proprio seguendo nei dettagli le linee rimaste ed immergendosi nella visione complessiva che si viene trascinati nell’opera. L’alternarsi di specifico e generale richiama l’azione e coinvolge.
Robert Ryman Il pittore del monocromo bianco affronta questa tela con linee orizzontali di uguale dimensione. La sua pittura minimalista è semplice ed immediata e il bianco del candore e l’orizzontale della quiete danno un effetto immediato.
Barnett Newman Le linee verticali di Newman da lui stesso dette “zip” sono intrise di significati trascendenti. La linea è segno di divisione e di unione. E’ un segno semplice ma allo stesso tempo pieno di significati.
Gunther Forg Artista tedesco che si muove tra pittura, scultura, fotografia abbraccia il movimento dell’arte minimalista. Le linee verticali della sua opera sono a metà tra pittura e scultura e rappresentano bene il gusto della sperimentazione che ha caratterizzato la sua vita.
Pietro Manzoni Artista rivoluzionario che mette in discussione il concetto di arte e la figura dell’artista. Precursore dell’arte concettuale che porta l’idea dell’opera d’arte davanti alla realizzazione Le sue linee “di lunghezza infinita” rinnegano la pittura tradizionale e richiamano il concetto di infinito.
Louis Morris Anche nel caso di Morris le linee vengo da un fluire. Sono effetto del colare del colore sulla tela mosso dall’attrazione terrestre verso il basso. Nelle tele di Morris è il colore che ha un importanza predominate ma anche la tecnica di creazione e conduzione delle linee ha un effetto significativo sul risultato finale.
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