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Movimento e linea verticale

Il movimento e la linea verticale nelle arti visive

Perché tra le direzioni nello spazio la quella verticale ci turba più delle altre ? Il movimento verticale non ci appartiene. Ci sentiamo a nostro agio nel muoverci in una direzione orizzontale e le dinamiche di una direzione obliqua ci trascinano istintivamente. Ma il movimento verticale come la possiamo affrontare?

Non con una salita verticale che ci è impossibile ma neanche possiamo percorrerla in giù senza paracadute.

Attraversarla poi è impensabile perché ci si para davanti una specie di barriera.

Fig. 1 – Linea verticale

La direzione verticale ci incute rispetto ed un po’ di soggezione. E’ ieratica, si isola, non colloquia con le altre cose del mondo attorno a lei, ma trascende.

La linea verticale collega la terra ed il cielo. In direzione opposta, il collegamento tra il cielo e la terra non è meno foriero di preoccupazioni. Queste ascese o discese, repentine non appartengono al genere umano e non riusciamo mai ad appropriarcene completamente.

La parte alta è poco accessibile e, non di meno, la parte inferiore, puntata in basso, verso terra, ci blocca.

Salire verticalmente? è fatica. Scendere? è pericolo.

Questo rispetto che teniamo verso la verticale ci ha portato ad attribuirle diversi significati simbolici: nel tempo, il genere umano, ha creato dei collegamenti tra verticalità e simboli o visioni del mondo. Allora prima di addentrarci nel significato del moto verticale ascendente o discendente cerchiamo di scoprirne alcuni.

Simboli e verticale

L’uomo e la verticalitàVerticale e spirituale
Simboli fallici e di fertilitàDivisione verticale

L’uomo e la verticalità

L’uomo eretto

Uomo curvo, disteso, eretto. Ogni posizione implica un modo di apparire e trasmette un messaggio. La verticalità ha sempre esercitato un fascino particolare così che, sulla verticalità, l’uomo ha costruito il racconto della sua supremazia sulla terra.

La storia dell’evoluzione della specie racconta di un quadrupede che dalla posizione curva si è trasformato in un essere nuovo capace di stare in posizione perfettamente verticale.

Fig.2 – Evoluzione

La posizione verticale è diventata la caratteristica principale che ci distingue da tutti gli altri esseri viventi sulla terra. Il momento della conquista della verticalità è diventato il momento di una conquista intellettuale, di una superiorità rispetto agli altri animali che ha portato la specie umana al diritto di disporre delle cose animate ed inanimate sulla terra. L’ “Homo erectus” è diventato il simbolo della svolta: la verticalità come attributo del migliore.


Schiena dritta

Il passaggio di questa virtù dall’ambito fisico a quello morale è stato conseguente.

La verticale viene somatizzata come attributo fisico/morale dell’uomo.

La persona che “ha la schiena dritta” è quella che non si piega davanti a nessuna spinta o evento negativo che può portare a deviare dalle nostre ferme convinzioni e dai nostri corretti comportamenti .

Avere la schiena dritta vuol dire essere integerrimi, affidabili, seri, coerenti.

Non piegarsi alle lusinghe o minacce del crimine e dell’illegalità.

Questa verticalità della schiena ha qualche relazione con il corpo umano ? In realtà no. La nostra colonna vertebrale è sinuosa e flessibile e proprio per questo ci preserva da danni esterni.

Fig.3 – Schiena dritta

L’uomo retto

L’uomo giusto, l’uomo onesto è l’uomo retto.

Retto significa dritto ed assume in questo caso un significato di moto; significa procedere, nella vita, senza curve, tentennamenti o deragliamenti; guidato da principi etici e morali che non permettono deviazioni. La strada che percorre l‘uomo retto è chiara e ben visibile.

Rappresentare, figurativamente, con una retta, questa condizione ha dei vincoli:

Fig. 4 – Uomo e linea orizzontale

La linea orizzontale, non procede, è statica. Lascia la possibilità di spostarsi a destra o a sinistra ma non indica: non è adatta a rappresentare la dirittura morale.

Fig. 5 – Uomo e linea obliqua

La linea obliqua tende a destra o a sinistra indica una direzione di parte e come tale non può essere giusta ed equa. La non può rappresentare la rettitudine.

Fig. 6- Uomo e linea verticale

E’ solo la linea verticale che ci indica la strada sicura, dritta.

Nel gioco della prospettiva la linea verticale è quella esattamente davanti a noi. E’ quella che vediamo meglio e che sentiamo sicura. Ci immedesimiamo in questa retta che è quasi una prosecuzione del nostro corpo. Indica un avanzamento senza tentennamenti verso un punto fisico lontano. Un elemento importante che spesso annulla anche il senso del tempo.


Verticale e spirituale

La linea verticale come collegamento con il cielo, la spiritualità ed il divino.


Fig. 7 – Obelisco Flaminio

L’obelisco

Da quando l’uomo è sulla terra la direzione verticale ha sempre richiamato un collegamento con il divino.

Gli egizi, già prima del 2000 a.C., erigevano obelischi per avvicinarsi al dio sole, Ra, e richiedere la sua protezione.Con l’erezione dell’obelisco i faraoni rimarcavano la loro presunta connessione diretta con il divino: Faraone e il dio Ra erano virtualmente in contatto tramite questa verticale.

Nello stesso tempo l’obelisco è la manifestazione del dio sole sulla terra: l’obelisco, con il suo culmine dorato, simboleggiava il raggio di sole che provene dal cielo e tocca terra portando fertilità e benessere.


La torre di Babele

Miti, leggende e testi sacri che raccontano tentativi di ascensione verticale dell’uomo dal terreno al divino sono presenti in molte civiltà. Questi racconti hanno, però, per lo più, esiti negativi.

Il simbolo principale di questo tentativo di ascesa è la Torre di Babele: costruzione verticale dell’uomo diretta verso il cielo.

L’umanità, tramite la costruzione della Torre, vuole raggiungere Dio ma egli non permette agli uomini questa salita verticale diffondendo sulla terra il caos delle diverse lingue. E l’opera si ferma.

La salita verticale è vietata.

Fig. 8 – Miniatura torre di Babele


Fig.9 – Ombra della sera

La statuetta etrusca

Singolare è anche la rappresentazione della verticalità che si ritrova presso gli Etruschi (ma non solo) in alcuni bronzetti votivi.

Molte di queste sculture hanno una forma decisamente verticale ancora avvolta dal mistero e non sappiamo se esse rappresentano figure umana o dei.

Sappiamo per certo che il loro ritrovamento è legato a contesti sacri e la loro verticalità trasmette da sola importanza ed un collegamento con il divino.


La direzione verticale quindi non è un collegamento bidirezionale tra il terreno e lo spirituale. Dio, o gli dei, possono facilmente percorrere la verticale in direzione discendente ma la risalita tra la terra ed il cielo è permessa solo a pochissimi eletti.


Movimento verticale: simboli fallici e di fertilità

La direzione verticale è stata da sempre anche simbolo di fertilità.

Decantata ed adorata fin dalla preistoria la fertilità è rappresentata con simboli fallici o con rappresentazioni della rigogliosità della natura incarnati in steli, fiori, alberi, o altri elementi dallo sviluppo verticale.


Fig. 10 – Monumento a Dioniso

Dioniso

Per gli antichi Greci il Dio che rappresentava la fertilità era Dioniso. Divinità complessa che oltre a favorire la crescita dei raccolti ed il cambio delle stagioni rappresentava anche il vino, l’ebrezza e la sessualità.

Nell’isola di Delo, che fu il centro del culto del dio Dioniso per molti secoli, troviamo ancora rovine della rappresentazione della fertilità in forma fallica verticale.


L’albero della vita

è un simbolo universale appartenente, in forme diverse, a religioni e culture di ogni paese.

L’albero della vita ha assunto, in tempi e luoghi diversi, conformazioni differenti: radici più o meno profonde, chiome più o meno frondose, specie di alberi diverse (il pino, il sicomoro, il frassino, il fico). In tutte le rappresentazioni però un tronco verticale rappresenta un percorso di elevazione, di crescita di collegamento tra un mondo terreno e un mondo “superiore”.

L’albero rappresenta la fertilità, la vita e l’immortalità.

Fig.11 – Albero della vita

Fig. 12 – La pigna del Belvedere

La pigna

Un altro simbolo di fertilità e prosperità è quello della pigna in posizione verticale, con la parte più stretta in alto, a formare quasi una freccia.

La rappresentazione più spettacolare è a Roma nella Piazza del Belvedere dei musei Vaticani ma il simbolo si ritrova spesso sui pilastri dei cancelli, manici di coperchi o come finale di bastoni in particolare del “tirso”, di Dioniso o nella tradizione siciliana nelle pigne di ceramica colorate.

In tutte queste rappresentazioni, la pigna, con la sua forma ovoidale e la punta rivolta verso l’alto, ci indica una chiara simbologia verticale.


Viagra

Nella pubblicità la verticalità come simbolo fallico è stata più volte sfruttata.

Nella immagine accanto ne vediamo un esempio ben congegnato. L’oggetto della pubblicità è appunto un famoso medicinale che aiuta nel rapporto sessuale. La fascia verticale, posta al centro, assume risalto in contrapposizione all’inerzia della panchina orizzontale. La pillola ed il logo, collocandosi alla base della fascia bianca si fanno promotori della crescita verticale.

Fig. 13 – Pubblicità Viagra

Divisione verticale

La linea verticale, come tutte le linee, divide.

La divisione verticale centrale crea due spazi che diventano campo di un gioco di confronto: prima/dopo, pro/contro, giusto/sbagliato o vero/falso.


Fig. 14 – La bilancia

La bilancia

L’asta della bilancia è il simbolo di questo binomio.

Il supporto centrale separa le due pesate bisognerebbe ricercare l’eguaglianza ma il più delle volte le due parti sono sbilanciate.


Prima e dopo

In pubblicità e nella grafica web la divisione verticale è molto utilizzata perché dà una immediata resa: evidenzia in un confronto spesso impari, una qualità, un risultato, una prestazione di un prodotto.

Tutti possiamo ricordare i confronti, spesso inverosimili, dei prodigiosi effetti di prodotti dietetici con modelle sovrrappeso che diventano straordinarie miss curvilinee.

Fig. 15 – Pubblicità:prima e dopo


Fig. 16 – Adorazione dei Magi

La colonna

Nell’Adorazione dei Magi,1564, Tiziano spezza la scena con un elemento verticale, la colonna della capanna, che divide la parte sinistra dell’immagine, ove è concentrata la parte religiosa, da quella di destra più descrittiva del viaggio e dell’ambiente. Si creano due ambiti ben diversi, nei toni dei colori e nella ricchezza dei soggetti. Non sono in contrapposizione. Appare piuttosto che la parte destra spinga a concentrarsi sulla parte sinistra con il cavallo bianco in primo piano che inchinandosi quasi spinge l’attenzione alla parte sinistra..


Il taglio

Lucio Fontana, nel suo rompere il limite del piano della tela con un taglio, nel trasformare la tela in una scultura, sceglie la direzione verticale o leggermente obliqua.

La verticale è la stessa dell’uomo, è il posto dove ci si può facilmente infilare, penetrare col nostro corpo per scoprire un diverso dietro lo squarcio.

Il taglio verticale è immediato.

Il taglio verticale di Fontana, non immediatamente ma neanche tanto velatamente, coniuga un altro tema: ammicca impertinente alla sessualità femminile.

Fig. 17 – Concetto spaziale

Movimento verticale ascendente

La direzione che parte dal basso e si eleva è simbolo della crescita. E’ un simbolo positivo.


Fig. 18 – Fior di loto

Il fior di loto

Secondo la mitologia egizia all’inizio della creazione la prima cosa che nacque dal caos delle acque fu un fior di loto. Esso è il simbolo del sole, della creazione e della rinascita.

Nella decorazione delle pareti esterne del Tempio di Horus ad Edfu in Egitto le linee verticali degli steli si ripetono alternando i diversi stati di crescita del fiore sacro.

La spinta verso l’alto è incontrovertibile.


Aguglia

Andare verso l’alto significa progredire, conquistare. Salire sul gradino più alto del podio vuol dire avere colto la vittoria.

Arrivare sulla vetta del monte vuol dire vincere la forza di gravità, quindi essere abili, vigorosi, forti . Raggiungere la cima vuol dire raggiungere la visibilità, essere importanti, emergere rispetto agli altri.

L’Aguglia di Cala Goloritzè in Sardegna non è molto alta ma la sua conformazione è una punta solitaria verso l’alto. Sfida per centinaia di scalatori che non possono resistere al fascino di superare l’ultimo lembo di roccia prima del cielo.

Fig. 19 – Aguglia Cala Goloritzè

Fig. 20 – Ascensione

Ascensione

Le innumerevoli rappresentazioni sacre dell’Ascensione cercano l’effetto della verticalità. Staccarsi dalla terra e raggiungere il cielo: il corpo umano crea, da solo, l’effetto di linee verticali quasi perfette.

L’ascesa verticale dalla terra al cielo è simbolo di una trasformazione da terreno a spirituale.

Nella rappresentazione dell’Ascensione di Ercole Ramazzani, 1594, Collegiata di San Medardo, Arcevia c’è una doppia verticalità dei corpi della Madonna e di Cristo che creano una colonna centrale tutta rivolta verso il lato alto del quadro


Superman

I supereroi si proiettano in cielo sviluppando una traiettoria verticale perfetta.

Nel cartellone del film Superman returns, del 2006, il nostro eroe non solo crea una verticale perfetta con il proprio corpo ma allargando le braccia forma una specie di freccia che tocca il lato superiore del cartellone a significare che l’ascesa non avrà fine.

Tutto lo spazio superiore è impegnato mentre sotto è il vuoto.

Fig. 21 – Locandina Superman returns

Movimento verticale discendente

La verticalità discendente è spesso intrisa di significati negativi.

La terra è governata dalla forza di gravità che porta tutte le cose verso il basso.

Ma cadere, o toccare terra, non è percepita come una naturale manifestazione della forza di gravità: è una palese sconfitta.


Fig. 22 – san Michele e gli angeli ribelli

San Michele

In questa rappresentazione dell’Arcangelo Michele e gli angeli ribelli,1593 ca, del cavalier d’Arpino, Glasgow Gallery, la discesa verticale è travolgente: dalla luce della parte superiore si scende, gradatamente, alla parte inferiore più oscura.

Gli angeli, che rovinano verso il basso appaiono, man mano che si scende, più sofferenti e con sembianze più demoniache.

La discesa verticale non è solo una caduta fisica ma un vero e proprio degrado morale che cresce avvicinandosi al lato inferiore della tela.


Inferno

Ciò che ci porta verso la discesa è nefasto.

Toccare il terreno è l’estrema sconfitta ma cosa si può trovare scendendo oltre ?Ulteriore discesa oltre la crosta terrestre è quanto mai nefasto. Già gli antichi greci vi collocavano gli inferi e secoli di pitture ci rappresentano il sottosuolo abitato da diavoli e mostri.

Dante rappresentò la discesa in modo crescente: man mano che si scende i peccati diventano più gravi.

Fig. 23 – Carta dell’inferno

Fig. 24 – Paramenti: Spirito Santo

Spirito Santo

Dall’alto provengono entità spirituali che sono rappresentate da simboli o effetti di luce.

Sul paramento che vediamo a lato è ricamato il simbolo della discesa dello Spirito Santo. E’ rappresentato da una colomba perfettamente verticale che, con le sue ali spiegate che accennano alla forma triangolare, diventa una incontrovertibile indicazione di una discesa verticale .


Acqua

Ciò che cade è perso.

La caduta verticale dell’acqua che fluisce dallo scolapasta non rappresenta solo l’attrazione gravitazionale al contrario: il mondo che viene sconvolto nelle sue regole fisiche naturali fondamentali.

L’acqua si dirige verso un’area bassa ed oscura: lì dove nel nostro immaginario c’è tutto quanto è negativo.

La perdita di questo bene essenziale è senza ritorno.

Fig. 25 – Pubblicità progresso : acqua

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